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Ad aprile ho concluso la mia saga americana iniziata nel 1998, quando ho messo piede sul suolo americano dopo molti anni in Africa. Il bellissimo tempo trascorso prima nella Chinatown di Chicago e poi a Wayne, nel New Jersey, è finito, ma ho fatto tesoro di quegli anni come il dono più prezioso che Dio potesse darmi.
Sono profondamente grato per i tanti amici conosciuti in questo periodo. Mi hanno portato gioia e incoraggiamento. Le loro preghiere e la loro amicizia mi hanno offerto il sostegno di cui avevo bisogno nei momenti difficili. La loro dedizione a Cristo e alla Chiesa è stata per me fonte di ispirazione e di grande gioia.
In Italia metterò a frutto l’esperienza accumulata negli USA. Mentre ero a Chinatown, mi sono reso conto della complessità dell’Asia e delle sue ricche tradizioni e culture, innamorandomene. In Wayne ho scoperto come il “fuoco sacro” che arde nel cuore di una persona sia contagioso e creativo. Mi riferisco al Gruppo della Bibbia. Si è passati da 5-6 persone iniziali ad un gruppo di 12-14 persone, che fedelmente si ritrovava in casa saveriana ogni venerdì prima per due ore poi diventate quattro. Ho imparato che le persone hanno una profonda sete di Dio. Siamo diventati non solo amici ma fratelli, che si prendono cura del benessere reciproco. Abbiamo festeggiato insieme compleanni e altre occasioni felici.
Posso dire di aver sperimentato, quasi un tocco fisico, l’amore di Dio per me, per noi. La nostra è diventata una storia sacra, dove la Provvidenza di Dio opera per il nostro bene. Questa consapevolezza mi dà la forza di salutare con gratitudine i miei tanti amici e di girare una nuova pagina, molto probabilmente l’ultima, della mia vita, nel nuovo ambiente che Dio ha preparato per me. La fine di qualcosa di buono è l’inizio di qualcosa di meglio.
Possiamo fare nostre le parole di sant’Agostino: “Sento che il vostro spirito viene innalzato insieme al mio fino al cielo, ma il corpo che è corruttibile appesantisce l’anima, e questa tenda terrena grava sulla mente riflessiva. Sto per mettere da parte questo libro e presto ve ne andrete ciascuno per i fatti suoi. È stato bello per noi condividere la luce comune, bello esserci divertiti, bello essere stati felici insieme. Quando ci separiamo gli uni dagli altri, non allontaniamoci da lui”.



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