Una famiglia più grande
Ci soffermiamo a guardare qualche foto e il breve video dell’ultimo viaggio in Burkina, dal 9 al 29 gennaio 2016. Ogni sguardo ci ricorda un istante metabolizzato e inciso nel cuore. Ci soffermiamo solo sui piccoli gesti che hanno lasciato in noi un segno indelebile.
La quarta valigia…
In Burkina Faso abbiamo pensato davvero come bloccare il tempo, ma non ne siamo stati capaci. Ricordiamo con gioia i volti di quei piccoli che correvano a piedi scalzi in silenzio tra le nostre braccia e vediamo nei nostri occhi il sorriso di quei bambini al momento di un bon bon. Non dimenticheremo mai la loro accoglienza che ci ha fatto sentire subito a casa.
Ogni anno, tanti incontri confermano l’efficacia degli aiuti ricevuti: una ragazza ci ha ringraziato per aver avuto la possibilità di diventare insegnante, un giovane ci ha fermato lungo la strada ringraziandoci ancora per aver dato alla sorella la possibilità di una visita oculistica a Ouaga.
Nulla può essere depennato, solo alimentato dalla gioia. Siamo partiti con tre valigie, tornando con quattro. La quarta (quella del cuore) sarà sempre piena, alimentata di anno in anno da piccole emozioni.
La visita a famiglie e ammalati
Malgrado il breve soggiorno, abbiamo realizzato tutti i progetti in programma (alfabetizzazione, salute, alimentazione, infrastrutture). La parrocchia di San Giovanni Evangelista di Gelgen ha un’estensione di circa 30 chilometri. Il territorio è diviso in sette settori con 24 succursali. Siamo diventati i canali che raccolgono piccoli sacrifici e offrono grandi gioie; così circa 300 ragazzi hanno avuto la possibilità di studiare.
Con la visita alle famiglie abbiamo incontrato anziani e ammalati. Abbiamo offerto sei carrozzine per i diversamente abili e la possibilità di effettuare uno screening di controllo per la salute. Anche sotto una tenda e seduti sulle pietre, con strumenti musicali semplici, le celebrazioni sono gioiose e tutti partecipano.
Speranza di un nuovo futuro
Nel Paese ci sono tante realtà e ognuna è affrontata in modo differente. Abbiamo conosciuto fra Vincenzo e suor Bartolomea, missionari camilliani al servizio della Parola di Dio.
Oggi, una grande famiglia di “ultimi” (lebbrosi, donne anziane abbandonate, bambini malnutriti) li considera come il papà e la madre, attraverso i quali giunge loro la misericordia di Dio.
Malgrado la tensione del post-attentato che ha turbato la calma del popolo del Burkina, siamo riusciti a portare a termine il programma previsto, incontrando vecchi e nuovi amici con cui abbiamo condiviso la speranza di un nuovo futuro.







