Una bella rimpatriata, Quando “gli ex” si ritrovano
Padre Nazzareno aveva frequentato il collegio Artigianelli di Reggio Emilia dal 1940 al 1951, prima di diventare missionario saveriano. A settembre ha partecipato a un incontro con gli amici di collegio. Ecco la cronaca di quella bella giornata.
Volentieri, lo scorso 11 settembre, ci siamo ritrovati numerosi attorno all’ineffabile don Gaetano Incerti, nostro ex direttore. Il raduno degli ex-artigianelli di Reggio Emilia è stato un incontro di vecchi amici. Con noi c’era anche don Munari, avviato al seminario diocesano da ragazzo artigianello.
La celebrazione dell’Eucarestia nella chiesa di san Prospero è stata arricchita da canti e musiche di quei tempi e la commovente omelia di don Incerti. Poi siamo saliti in macchina per arrivare a un ristorante sull’Appennino reggiano, fin sotto il “cacume” della Pietra di Bismantova.
La vita vista in positivo
Si è mangiato bene. Ma soprattutto ci siamo parlati a lungo, con vivacità e cordialità. Sull’onda dei ricordi, abbiamo fatto vari salti nel remoto passato di collegiali, andando addirittura fino agli anni ’40. Episodi seri e semiseri, lieti e tristi, tutti ambientati ne “il Pio” - così chiamavamo l’istituto di via Monte Grappa, dove abbiamo trascorsi gli anni della fanciullezza. Una vita austera e disciplinata, ma anche serena e gioiosa.
È stata una specie di accademia della vita, un esercizio di convivenza basata sul rispetto e sull’aiuto reciproco. Anche le difficoltà, quel giorno le abbiamo riviste in positivo, come momenti provvidenziali che ci hanno preparato alla vita del dopo collegio, non certo esente da ostacoli.
Calcio gratis e pietà mariana
Alcuni hanno ricordato le tante partite viste al Mirabello. Per noi erano gratis, con il solo impegno di tifare con entusiasmo. Allora la reggiana era in serie B, una squadra più che rispettabile, nelle cui file militavano anche giocatori che in futuro avrebbero giocato in nazionale, come Frignani e Vincenzi. Veri idoli e modelli, specialmente per quelli di noi che in futuro si sarebbero dedicati al calcio con discreto successo.
Qualcuno ha rivelato che la sua devozione alla Madonna della Ghiara, è dovuta al fatto che andando a scuola, passava per quella chiesa e pregava di non essere interrogato, perché era impreparato. Una grazia tante volte ricevuta! Qualche altro non scomodava il cielo per così poco. Preferiva aiutarsi da solo: semplicemente marinava la scuola, ma non andando oltre le tre assenze concesse ad hoc dal benevolo direttore. A quei tempi, erano gli scolari ad aver paura delle interrogazioni. Oggi pare proprio il contrario. Interrogare gli alunni sembra essere un attentato alla loro privacy.
Un album pieno di ricordi
Al termine del raduno, “il don” ha consegnato a ciascuno uno splendido album fotografico. Una raccolta ben curata di foto meravigliose; una vera storia de “il Pio”, compendiata in immagini dove molti si sono ritrovati. Rimane per noi un ricordo prezioso, da custodire religiosamente. Aprendo l’album, appare la dedica di don Gaetano: “Amico mio, queste cartoline servano a sorreggere i tuoi passi, quando lenti e stanchi”.
A me è stato dato gratis, con l’unico impegno di celebrare una Messa per tutti gli ex-artigianelli. Già fatto! Ogni mattina, inizio la mia giornata con la preghiera alla Madonna della Ghiara, dove ho celebrato la prima Messa, assistito da don Incerti. Ormai tutti gli ex siamo alla soglia della terza età. Chiedo per tutti che anche nella quarta età possiamo avere la stessa forza d’animo e ottimismo che ha il nostro indimenticabile “don”. A parole e con l’esempio, ci ha sempre spronato ad amare la vita, non a sopportarla. Anche quando la partita della vita è già oltre la metà... del secondo tempo.
Grazie a tutti, e soprattutto al Signore, che ci ha accompagnati e ci accompagnerà.








