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Dal Messico al Giappone, Intervista a sr. Maria Sanchez

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La saveriana Maria Rifugio Sanchez è messicana di Guadalajara, settima figlia di undici fratelli. È cresciuta in una famiglia molto religiosa. È a Tavernerio per il corso internazionale d’aggiornamento di tre mesi. Ne abbiamo approfittato per intervistarla.

Come è nata la tua vocazione missionaria?

2005 11 SanchezAvevo 18 anni. Dovendo aiutare la mamma nei lavori di casa, avevo frequentato soltanto le elementari. Dicendo il “Padre nostro”, durante la recita del rosario quotidiano, ho pensato che molti non conoscevano ancora il nostro Padre celeste, che tanto ci ama. Pensavo che sarebbe stato bello andare in qualche luogo e insegnare la Parola di Dio. Ho parlato del mio desiderio al parroco e a mio padre. Papà era contento della mia scelta e mi ha permesso di riprendere gli studi, Così a 24 anni, sono entrata tra le saveriane, preceduta da mia sorella Rebecca, che ha tre anni meno di me.

Quali attività hai svolto?

Dopo un anno di servizio in cucina, ho trascorso un periodo nella missione di Santa Cruz tra i Nahua, un popolo indigeno importante del Messico. Poi sono venuta in Italia e ho frequentato il corso di scienze religiose all’università Gregoriana di Roma. Nel 1993 sono partita per il Giappone e lavoro con le altre saveriane.

Da quando siete in Giappone?

Le prime tre missionarie sono arrivate in Giappone nel 1959. Si sono inserite subito nelle scuole materne per avere, attraverso i bambini, un contatto con i genitori, soprattutto con le mamme. Oltre alle nostre scuole, lavoriamo anche nelle scuole materne fondate dai saveriani.

Come attuate la missione?

Noi vogliamo essere lievito che fermenta la massa, ma è tanto difficile! Nelle parrocchie insegniamo il catechismo agli adulti e ai piccoli, visitiamo gli ammalati, assistiamo i bisognosi. La difficoltà maggiore per l’accettazione del messaggio evangelico è il culto dei defunti, dei quali tengono in casa un altare dove pregano. I buddhisti credono nella reincarnazione.

Ci sono saveriane giapponesi?

Sì, sono otto. Le prime due saveriane non italiane entrate tra le missionarie di Maria sono state due giovani giapponesi, convertite e battezzate dai saveriani.

Suor Maria Rifugio, terminato il corso di aggiornamento, tornerà in Giappone. Le auguriamo una “buona missione!”. Il Signore l’accompagni con il suo Spirito.



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