Una bella giornata di festa: Con amici e benefattori
L’architetto Luisa Benedini, tracciando le forme della nostra nuova casa, si è ispirata a una vasta tenda di beduini nomadi, sovrani delle steppe senza confini, sotto le stelle. Il missionario, infatti, sogna di rompere ogni divisione e di raggruppare il mondo sotto un’unica tenda. Dite che è un’utopia?
Lo attesta il sorriso aperto di quelli che varcano la nostra soglia, com’è successo ancora il 25 settembre scorso per la festa degli amici e dei benefattori. Con i saluti, la sorpresa di riconoscersi e l’impressione: “Tò, sono tornato a casa!”.
Dite di “sì” a Cristo
Ci siamo radunati per spezzare il Pane del cielo, da portare per le strade del mondo: unica salvezza nella drammatica situazione attuale. La celebrazione è stata presieduta da p. Carlo Pozzobon, superiore dei saveriani in Italia, affiancato dal nuovo rettore della comunità di Vicenza, p. Mario Giavarini, venuto da Parma. Padre Silvano Zordanello, dopo sei anni, ci ha lasciati per la comunità di Salerno.
Padre Carlo, dopo aver spiegato il vangelo, ha rivolto ai presenti l’invito a essere testimoni del Risorto, unica speranza del mondo, e ha riproposto il messaggio di papa Benedetto per la giornata mondiale della gioventù. Al suo arrivo a Colonia, dal battello sul Reno, papa Ratzinger ha detto ai giovani: “Spalancate il vostro cuore a Dio; lasciatevi sorprendere da Cristo; esponete a lui le vostre gioie e le vostre pene. Cristo vi illumini con la sua luce e la sua grazia. La felicità che desiderate ha un nome e un volto: quello di Gesù Eucaristia. Solo Lui dà pienezza di vita all’umanità! Con Maria, dite il vostro sì a quel Dio che intende donarsi a voi, perché voi lo doniate al mondo”.
Testimonianze missionarie: Colombia e Sierra Leone
Al termine della funzione, ha parlato p. Giuseppe Sartori, da tre anni missionario in Colombia, innamorato del suo paese Pugnello di Arzignano, ma ancora più della grandiosa Medellin. Laggiù la gente è di tutte le razze, buona e aperta. La maggioranza dei cattolici colombiani sono praticanti, ma solo superficialmente, con convinzioni poco profonde. In Colombia imperversa il dramma della droga, con i famosi narco-trafficanti e una sfilza di bande, sempre in lotta tra loro per la piazza, mentre i proventi finiscono nel commercio delle armi. L’impegno dei missionari sta nel salvare le giovani generazioni con le scuole, le associazioni, i circoli sportivi e un’adeguata assistenza sanitaria.
In seguito, ha preso la parola p. Giuseppe Berton, di Santorso. Ci ha fatto atterrare in Sierra Leone, dove vive da quarant’anni. Siamo passati dalla coca ai diamanti, per cui va avanti una guerra da vent’anni. Finalmente si vede uno spiraglio di tregua e si cerca di cucire le ferite. Padre Bepi lotta per strappare i bambini alle armi. Giovani e giovanissimi vengono ingaggiati anche a quattro anni. Servono per portare l’acqua e sono trasformati in soldati. Urge un centro di accoglienza, di assistenza; i ragazzi hanno fatto esperienza della morte e litigano spesso. È difficile reinserirli in una famiglia, se ne hanno una. Spesso li rifiuta, perché ha paura.
Volti di “vecchi” amici
Nella festa sono comparsi anche volti d’altri giorni, che ci hanno fatto tuffare in Burundi. È il caso di p. Paolo Stasi e della felice coppia formata dal dott. Paolo Cosci e Maddalena, con Piero e Alba. Si mescolano con vecchi amici di qui: vero, Graziano e Antonietta Molon, Bepi ed Elisa Zantedeschi?
Per chiudere in bellezza, non è mancato un simpatico rinfresco, con il tocco magico che rallegra il cuore dell’uomo e rinsalda l’amicizia, protesa all’avvenire.








