“Le mille e una rotta”, itinerante
Il titolo “Le mille e una rotta” non poteva essere più adatto per una mostra che ha fatto dell'itineranza una caratteristica del suo successo. Partita dai lidi di Salerno, la mostra interculturale proposta e sostenuta dai laici saveriani, ha toccato numerose sponde. A più di un anno dalla sua ideazione, ancora non è stanca di sensibilizzare i visitatori.
Da sud a nord!
Inaugurata nella casa dei saveriani di Salerno e visitata da più di mille persone, l’ottobre scorso è arrivata a Lissone, ospitata nella parrocchia di Santa Margherita, proprio nel periodo in cui p. Alessio Crippa è stato ordinato sacerdote. Qui le scuole sono state protagoniste: in sole quattro settimane più di 800 giovani si sono confrontati con il tema dei migranti.
Partita poi per Udine quasi per scommessa, ha staccato oltre mille biglietti di ingresso. E dopo altri due mesi, è ripartita con le sue “malelingue”, le storie a fumetti di Lisa, Subana, Etenesh e Ivan, la barca dei non approdati a destinazione, dispersi in quel Mare Nostrum che diventa sempre più Mare Mostrum. Arriva a Vedano al Lambro ospitata dagli amici di “Aifo-Roul Follerau” e dal gruppo missionario della parrocchia S. Stefano.
Animati da uno spirito invidiabile, accettano la sfida di presentare un tema non certo semplice per il nostro territorio, ancora preda di sconsiderati pregiudizi e stereotipi. È inutile sottolineare nuovamente i commenti più che positivi di chi l'ha visitata.
La missione è in gioco
A maggio, la mostra è allestita nella parrocchia di Lainate, pronta per un nuovo giro di visite e per offrire le sue provocazioni. Si parte per sogno e per bisogno: chi sono io per giudicare una vita in cammino? Meglio mettersi in ascolto, sembra suggerire il percorso presentato dai laici saveriani, per sentire le storie di uomini e donne come noi spinti dal desiderio di essere parte del mondo.
Infine, la mostra è approdata a Vimercate, nella scuola secondaria superiore “E. Vanoni”. Non solo le numerose visite sorprendono, ma soprattutto i commenti delle persone interessate a ospitare la mostra fanno credere agli organizzatori che i temi missionari passano anche attraverso proposte culturali.
La missione dunque è in gioco per costruire quel linguaggio del vangelo conosciuto in terra lontana, dove l'ospitalità ha un altro sapore.
I laici saveriani colgono l'occasione per ringraziare chi ha messo a disposizione il proprio tempo per trasportare il materiale e allestirlo, accompagnando con entusiasmo ogni visitatore.







