Hanno dato la vita per il Vangelo: P. Varani, missione e malattia
“Potrei dividere la mia vita sacerdotale in tre tappe. Ho cercato di fare il prete come celebrante; il prete come insegnante. Ora sono alla terza tappa: prete come confessore. Ciò mi rende gioioso perché mi dà la capacità d’infondere gioia e coraggio nelle anime che hanno bisogno della misericordia di Dio”.
Padre Domenico Varani riassumeva così il suo lungo ministero apostolico in un’intervista rilasciata a Missionari Saveriani nel 1977.
Nelle tre tappe, visse la missione nella sofferenza e nella malattia.
La mamma: "Tu sei del Signore"
Famiglia e seminario furono la sua prima e vitale scuola di formazione spirituale. Il padre, terziario francescano, fu per lui un esempio di sobrietà e sacrificio, di amore familiare, di dovere civico e solidarietà.
Raccontava: “La mia vocazione è nata con la morte di mia mamma: aveva 36 anni, con nove figli. In punto di morte mi sussurrò: Sappi che il desiderio della tua mamma è che tu sia del Signore!”.
Aveva studiato nel seminario di Fidenza, ma padre Domenico aveva un’altra aspirazione: “Al momento in cui il Signore mi ha ispirato di lasciare il seminario e la famiglia per seguirlo più da vicino, io non ho pensato ad altro che di raggiungere simultaneamente le due mete: l’altare e le missioni! Così sentirei che sarebbe realizzata perfettamente la mia vita apostolica”.
Insegnava con entusiasmo e commozione
Padre Domenico non fu destinato alle missioni. La sua speranza era quella di raggiungere la Cina; invece gli fu chiesto di insegnare Scienze ai giovani saveriani. Il suo insegnamento era teso ad una piena ed integrale formazione culturale ed spirituale.
I suoi alunni lo ricordano per la sua gentilezza, il suo entusiasmo, la partecipazione affettiva per la bellezza della creazione. L'emozione lo prendeva quando raccontava la sintesi clorofilliana.
Padre Corvini ricorda un episodio. "In genere padre Varani era di una pazienza eccezionale di fronte alle nostre trovate goliardiche. L'unica volta che, dignitosamente, ma sicuramente disgustato, lo vidi lasciare la classe con i libri sotto il braccio, fu quando qualcuno mise della polvere lacrimogena in classe. Continuare a fare lezione sarebbe stato impossibile, cercare il colpevole inutile, rimproverare non avrebbe sortito alcun effetto. Padre Varani, quindi, prese i libri e se ne andò".
Il martirio bianco del missionario consolatore
Agli inizi degli anni ’60 in padre Domenico si manifestò una grave forma di depressione. Un martirio “bianco” che dovette sopportare per oltre 40 anni. Le sue parole testimoniano come visse questa sofferenza: “Sono persuaso che le prove sono un segno di Dio che si attua nella mia vita di missionario. Faccio quel poco che la salute mi lascia fare, accostando ammalati e famiglie in crisi, bisognosi di una presenza sacerdotale”. Diceva: "Anche le malattie, se capite bene, possono dare una mano a fare la volontà di Dio in cui è la nostra pace".
Il ruolo di consolatore lo portò a dedicarsi instancabilmente al ministero della Riconciliazione. Fu questo il momento più alto del suo sacerdozio: a quanti avevano il cuore afflitto o angosciato è stato in grado di rivelare il volto di un Dio amico, umile, che dona se stesso fino alla morte per consolare l’umanità.








