Un viaggio per dare speranza
Parlano i medici volontari in Bangladesh
Già lo scorso anno abbiamo avuto modo, in questa pagina, di presentare la lodevole iniziativa di alcuni professionisti volontari italiani che hanno dato vita al "Progetto Sorriso nel Mondo". Questa volta raccontiamo, in sintesi, le attività svolte.
Un’Equipe di medici, infermieri e fisioterapisti si reca ogni anno in Bangladesh, per realizzare un'attività di chirurgia specialistica per la cura e il trattamento delle malformazioni facciali, specialmente dei bambini.
Cosa riusciamo a fare
La nostra esperienza, in questi anni, si è realizzata presso l' ospedale Santa Maria, a Khulna, la terza città del Bangladesh per numero di abitanti. Questa struttura ospedaliera è stata costruita del 1996 dai saveriani. E' dotata di una sala operatoria, una sala risveglio, due sale da visita e due corsie da 20 posti.
Le attrezzature chirurgiche ed anestesiologiche, molto carenti in questo paese, sono state donate dalle équipe che si sono avvicendate in questo servizio, anno dopo anno. Questo ha consentito la realizzazione di una struttura sanitaria che può essere definita efficiente e sicura, sia per i pazienti sia per gli operatori.
Date le particolarità climatiche del paese, è possibile operare solo nella stagione asciutta, che va da ottobre a marzo. In questo periodo si avvicendano, con cadenza mensile, vari gruppi di operatori sanitari di differenti specializzazioni mediche. Per ora non è stato possibile coinvolgere sistematicamente i medici locali, anche perché questi sono rari e praticamente quasi tutti attivi solo nella capitale, Dhaka.
Sono perciò le efficientissime suore di Maria Bambina a coordinare il lavoro infermieristico e la gestione della struttura ospedaliera.
Chi sono i nostri pazienti
La selezione dei pazienti giudicati operabili viene effettuata in base a criteri clinici, senza il supporto di esami di laboratorio o di esami radiologici. Vengono prese in considerazione le condizioni generali e le eventuali patologie di base, al fine di prevenire qualunque situazione di pericolo durante la narcosi e l'atto chirurgico.
La maggior parte dei pazienti giudicati non operabili, è costituita da bambini al di sotto dei 10 chili di peso, per i quali mancano ancora farmaci anestesiologici adeguati. Evitiamo di effettuare interventi anche nei casi di pazienti che presentano patologie bronco polmonari concomitanti, o di portatori di malformazioni cranio facciali complesse, non affrontabili in questo contesto.
Nell'arco di cinque anni, con un impegno di un mese per ogni anno, sono stati trattati dalla nostra équipe circa 600 casi, tra schisi labiali e palatine, schisi facciali ed altre malformazioni del viso. Il servizio ambulatoriale è passato dalle 100 visite del primo anno, alle oltre 300 visite del 2001.
“Progetto sorriso nel Mondo”
Data la difficoltà di trovare a Khulna trattamenti altamente specialistici, gli interventi che noi cerchiamo di realizzare - non solo con competenza professionale ma anche con molto amore - rappresentano per questi piccoli e per le loro famiglie una sorta di miracolo.
La partecipazione umana delle famiglie coinvolte
Famiglie additate come maledette, solo perché hanno al loro interno un bimbo deforme; madri ripudiate perché hanno generato un figlio con malformazioni; bambini e soprattutto bambine senza un futuro perché segnate da una malformazione ... tutte queste persone e famiglie vedono nel nostro intervento la loro opportunità di riscatto.
I bambini operati, risvegliandosi dall'anestesia, desiderano subito vedersi allo specchio e - interessante - non chiedono mai l'antidolorifico. Ma il vero "miracolo" è quello che accade in seguito, nei giorni immediatamente successivi all'intervento.
Questi bambini che nessuno, fino allora, aveva considerato tali, cominciano pian piano a maturare nel profondo del loro cuore la consapevolezza di essere delle persone che avranno un futuro, delle possibilità di riuscita. Cosa che prima non potevano nemmeno sognare.
Un'équipe di quindici persone
L'ultimo viaggio della speranza è stato realizzato nell'ottobre del 2002. Vi hanno preso parte 15 persone, tra cui un chirurgo maxillo facciale, alcuni infermieri e dei volontari. Per motivi di spazio non possiamo ricordare qui tutti questi generosi medici e volontari, uno ad uno. Mentre esprimiamo a tutti il nostro sincero ringraziamento, citiamo, simbolicamente, il chirurgo dottor Giuseppe Verrina, l'anestesista Gianfilippo Penna, l'infermiera Giuseppina Pellegrini e la volontaria Tullia Colla.
Nel santo vangelo, Gesù dichiara: "Chi avrà dato anche solo un bicchiere di acqua fresca a uno dei più piccoli di questi fratelli, è come se l'avesse dato a me". Parafrasando le parole di Cristo, possiamo dire che questi ammirabili dottori e volontari, che hanno donato speranza e sorriso ai piccoli del Bangladesh, hanno donato speranza e sorriso anche a Cristo Signore.








