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Un viaggio inimmaginabile, "Sono orgoglioso dello zio missionario"

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Padre Giuseppe Rizzi, saveriano di Maslianico, missionario a Ngene - Kasongo in Congo, ha ricevuto la gradita visita del fratello Gino accompagnato dalla moglie e dal figlio Francesco, studente d'architettura. Proprio il nipote, al termine di questa esperienza, ha scritto a p. Giuseppe questa bella lettera.

Caro zio, è stato bello passare con te questi giorni, in mezzo alla tua gente, ai tuoi confratelli missionari e ai tuoi amici!

Sono sicuro che molti volti, immagini e storie rimarranno impresse nella mia memoria.

Una lezione per il futuro

Non puoi immaginare il piacere di vedere finalmente quei luoghi che sempre mi descrivevi e mi affascinavano con i loro nomi strani: Bukavu, Bujumbura, Kitutu... Tutti si sono rivelati completamente differenti da come li avevo pensati e sono contento, perché per certe cose sono meglio e per altre molto peggio. Infatti, senza conoscere si è portati a credere che tutto sia molto più estremizzato, per cui certe situazioni le si immagina più rosee di quanto siano in realtà.

È chiaro che un mese non è niente per entrare in questo mondo missionario, ma già mi sono lasciato alle spalle molti luoghi comuni sull'Africa e mi si sono aperti gli occhi su altri problemi. Innanzitutto, venire e vedere mi ha fatto comprendere la grandezza del lavoro tuo e di tutti i tuoi confratelli. L'incontro con tutti i padri, i fratelli e i laici che lavorano e faticano insieme per questa parte di mondo è stato intenso ed edificante. Da tutti, porto a casa una piccola-grande lezione, che sicuramente mi sarà utile e che conserverò nel cuore gelosamente.

Cosa c'è in cima al mango?

È stato bello conoscere le tue opere e sapere quanto bene hai fatto e continui a fare alla gente. Ma so che queste parole non ti piacciono molto. Allora ti dico solo che sono davvero orgoglioso di avere uno zio come te. Sappi, comunque, che l'emozione di arrivare a Kitutu non si cancellerà mai dal mio cuore e sarà quella che ricorderò, quando penserò a te e quando mi chiederanno: "chi è tuo zio?".

Per la mamma e papà è stata un'esperienza "inimmaginabile", come continua a dire papà. Sono contentissimo perché questo viaggio li ha molto toccati ed emozionati. Sono sicuro che passeranno la loro vecchiaia insieme molto più sereni e felici, grazie a questo viaggio con me e con te.

Anch'io torno più ricco e voglioso di fare bene. Non so ancora dove andrà la mia vita, cosa c'è in cima al mango che Mubaya ha scolpito per me, ma il Signore mi accompagnerà e non mi lascerà mai solo, sono sicuro. Sentirò vicine le tue preghiere e il bene che hai sempre nutrito per me e mio fratello Giovanni.

"Il Signore t'accompagni..."

È bello saperti orgoglioso di noi e sono sicuro che non ti deluderemo. So che a Giovanni è spiaciuto molto non trascorrere questi giorni con te; ma la vita, si sa, non va sempre come vogliamo. Sono sicuro però che oggi, se fosse stato con noi, ti avrebbe scritto le stesse cose. Se c'è qualcosa di buono in noi, Giovanni ed io lo dobbiamo ai nostri genitori, a te e alle nostre nonne. Quindi, mille volte "grazie!".

Adesso tornerò alla mia vita e ai miei studi. Anche tu hai molto da fare, per cui: "Buon lavoro!". Prego il Signore che ti accompagni come ha sempre fatto finora, e che la pace e la serenità regni tra la gente per cui tanto hai sofferto.

Dopo un mese così meraviglioso, queste sono le parole che il cuore mi suggerisce, insieme al profondo bene che ti voglio e che spero di dimostrarti facendo sempre il bene nella mia vita. Grazie di tutto, zio. Un abbraccio forte.



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