Un vero costruttore di pace
Ho conosciuto p. Giuseppe de Cillia negli anni ‘70, quando ero adolescente. Lo chiamavamo “padiri Yosefu”. Era uno dei giovani missionari italiani arrivati in Burundi. Si è subito dimostrato un costruttore di pace, un amico dei poveri, un elemento chiave nell’opera di risanamento della società, in quegli anni di conflitto tra hutu e tutsi.
Con la sua determinazione p. De Cillia ha inculcato nella nostra mente lo spirito della fratellanza e dell’amore per il prossimo.
Molto amato dalla gente, mobilitava folle di fedeli, soprattutto giovani. Un pastore quasi fuori norma e un lavoratore a tutta prova.
Non si può parlare di p. Bepi senza evocare la sua tenacia su alcuni principi fondamentali: il miglioramento delle condizioni di vita, il rispetto dei diritti allo sviluppo e all’educazione… Era sempre pronto ad affrontare qualsiasi ostacolo per strappare i perseguitati dal pericolo. Nel 1996 non ha esitato ad aiutarmi perché potessi lasciare il Burundi, in un periodo infernale. Così la mia famiglia si è salvata, grazie al suo intervento.
Servirebbero fiumi di parole per descrivere il valore reale del contributo portato p. De Cillia nella comunità burundese.
Il Signore lo accolga tra i suoi santi missionari.







