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Padre Manna nel 1915 ha già pronto un piano per lanciare la nuova associazione missionaria del clero. Si trattava di attualizzarlo, ma non era certo un compito facile. Per farsi ascoltare dal clero occorreva una “autorità” che avesse un vero ascendente, anche a livello di gerarchia cattolica.

L’approvazione di papa Benedetto XV

Da una testimonianza di p. Manna sappiamo come sono andate le cose. “Quando nel 1915 statuti e programmi dell’Unione missionaria del clero furono fissati, si cercò una persona competente perché li esaminasse. La scelta si fermò su mons. Conforti Guido, arcivescovo di Parma, uomo che alla dignità del grado, alla santità della vita univa particolare competenza e grande amore per le cose missionarie”.

Il 25 febbraio 1916 p. Manna si reca a Parma per incontrarsi con mons. Conforti e per sottoporgli il suo progetto. Da quel momento, inizia un’amicizia e collaborazione tra i due che durerà fino al consolidamento dell’Unione missionaria e fino alla morte di Conforti.

Sarà il vescovo di Parma, amico di papa Benedetto XV, a presentare al Papa l’approvazione della nuova associazione missionaria. Il 31 ottobre 1916, l’Unione Missionaria del Clero è approvata dal Papa.

Vivo interesse per quel progetto

Circa l’incontro con il Conforti, nella sua testimonianza p. Paolo Manna dice: “Rimane indimenticabile la cortese accoglienza con cui il 25 febbraio 1916 egli accolse a Parma l’ideatore dell’Unione e rimane pure un indelebile ricordo l’interessamento vivissimo che egli mostrò subito per il progetto. Il Conforti studiò seriamente i piani presentatigli; suggerì un maggior completamento degli statuti, accettò di presentarli a Roma per l’approvazione, che sollecitò ed ottenne il 31 ottobre 1916. Fu ancora lui che assistette i primi passi dell’Opera; ne fu il primo Presidente nazionale per l’Italia e fu sotto la sua direzione che questa si consolidò e raggiunse un alto grado di sviluppo”.

È difficile seguire il lavoro del Conforti per la diffusione dell’Unione nelle Diocesi d’Italia. In alcuni luoghi, non badando a disagi, va di persona, quando la sua presenza era particolarmente necessaria e desiderata, come in occasione di congressi nazionali e regionali. Nel 1919, a Bergamo, si tengono le prime grandi giornate missionarie promosse dall’Unione missionaria.

Lo slogan: ''Tutti missionari!''

Con una grande attività di predicazione e di stampa, Manna e Conforti coinvolgono ecclesiastici e laici all’ideale missionario, mentre sfidano i giovani ad attuarlo. Non esiste per loro una vocazione missionaria distinta dalla vocazione sacerdotale o cristiana. Il motto di p. Manna è: “Tutti Missionari!”, ovvero tutti i battezzati, ma soprattutto “ogni sacerdote per natura, per definizione è missionario”, e “la prima e fondamentale funzione della chiesa è l’evangelizzazione di tutto il mondo”.

Oggi la Pontificia unione missionaria (PUM) è diffusa in tutto il mondo cattolico.

Il primo congresso e gli obiettivi dell’Unione

Nel 1922, sotto il pontificato di Pio X, mons. Conforti presiederà (effettivamente)il Congresso missionario internazionale. Egli traccia le finalità e gli obiettivi dell’Unione missionaria del Clero, ancora attuali.

Vediamoli punto per punto.

- L’Unione non mira ai soccorsi finanziari, ma ad un autentico rinnovamento, perché si compia il progetto di Cristo, di portare cioè la sua Buona Novella fino ai confini della terra.

- L’Unione si propone di raggiungere i suoi scopi, prima di tutto con la preghiera, che fa dolce violenza sul cuore di Dio, che dà incremento agli sforzi umani e che solo può suscitare i missionari. Solo il Signore può rendere feconde le fatiche di coloro che annunciano il Vangelo.

- L’Unione si propone di suscitare e favorire le vocazioni missionarie, che scarseggiano ovunque.

- L’ideale missionario deve rifulgere in tutta la sua bellezza tra il popolo cristiano, che, a onor del vero, lo ignora quasi interamente. E spetta ai presbiteri far conoscere ai laici l’opera dell’Apostolato cattolico. In tal modo tutti i battezzati prendono coscienza del dovere, che a loro incombe, di collaborare con lo sforzo evangelizzatore dei missionari. 

- L’Unione missionaria si propone di stimolare l’attenzione dei fedeli in favore dei “non cristiani”, tramite feste, giornate e settimane missionarie. In ogni parrocchia non dovrebbe mai mancare l’annuale festa missionaria che tanto contribuisce a ravvivare la fede.

- L’Unione Missionaria non poteva dimenticare, per attuare il suo vasto programma, la stampa, mezzo efficace e potente di diffusione degli ideali missionari. Gli iscritti non possono non farne uso.



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