Un progetto in Casa Madre: una cappella per gli anziani
Attualmente nella Casa Madre sono due i luoghi principali riservati alla preghiera: il Santuario dedicato al Fondatore, il beato mons. Conforti e la "Cappella dei Martiri".
Questa fu, fino dalla fondazione dell’Istituto, il luogo unico e privilegiato per le funzioni sacre, le cerimonie delle partenze, le Professioni dei voti, le ordinazioni sacerdotali, i ritiri. Sempre cara a tutti, perché in essa risuonò ripetutamente la voce paterna e suadente del Fondatore.
Con il passare degli anni, la Cappella dei Martiri non fu più capace di contenere l’intera Comunità, e venne sostituita dall’ambiente usato fino ad allora come refettorio. Questa nuova Cappella prese un’importanza affettiva maggiore quando l’8 novembre 1942 vi furono trasferite solennemente le spoglie mortali di mons.Conforti. In quella occasione Parma mostrò il suo affetto e la sua venerazione per l’amato vescovo, come aveva fatto undici anni prima in occasione del suo funerale.
Finita la Seconda Guerra Mondiale, il numero degli studenti andò aumentando, tanto che si rese necessario l’ampliamento dell’Istituto con la costruzione di una nuova ala a cinque piani e l’innalzamento di due piani di tutta la parte preesistente. Nella nuova ala venne ricavata l’attuale chiesa, oggi trasformata in Santuario. Il 27 agosto 1959 il sarcofago di mons.Conforti fu trasferito nella nuova chiesa e collocato in fondo alla navata laterale sinistra. L’attuale collocazione nel presbiterio risale al marzo 1996 quando mons.Conforti venne dichiarato Beato (17 marzo 1996).
L’apertura del Santuario al pubblico creò qualche difficoltà per le celebrazioni quotidiane della Comunità, composta da vari gruppi: i chierici della teologia, i confratelli della Comunità della Casa Madre; i padri anziani e gli ammalati residenti in gran parte alquarto piano. Gli studenti ebbero la loro cappella al secondo piano; i padri della Casa si riappropriarono della Cappella dei Martiri.
Per i padri anziani o malati fu preparata una cappella al quarto piano, dove è situata l’infermeria. La presenza e le difficoltà deambulatorie di alcuni di loro, costretti ad usare la carrozzella, sono state superate dalla mancanza di barriere architettoniche e dal fatto che tutto si trova allo stesso piano.
Come cappella fu scelta una ex aula scolastica che porta ancora l’aspetto dell’uso precedente. Se è vero che alcuni dei malati o degli anziani hanno avuto ambienti più poveri e più disadorni in missione, ciò non pare motivo sufficiente perché essi non possano chiudere i loro giorni pregando, meditando, effondendo davanti al Signore i loro cuori, le difficoltà fisiche e morali, a "stare con il Signore" in un ambiente che li aiuti a farlo.
Un desiderio legittimo come questo è rimasto per anni un progetto nel cassetto, ora sta per essere realizzato: l’ex aula scolastica continuerà il suo compito, ma sulla cattedra salirà il Maestro divino ed essa avrà finalmente quell’aura sacra che caratterizza gli ambienti riservati alla preghiera.







