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Le Mentawai alle dieci del mattino

Padre Silvano è di Marana Lagunare (UD). Da tanti anni è missionario nelle isole Mentawai. Ci parla della sua esperienza.

Finalmente una boccata di aria nostrana: "Gera ora sì! ... ". Sono tornato dalla missione per rinfrescare le energie e anche per dissipare tanti dubbi di amici e parenti per le continue "burrasche" che si abbattono un po' ovunque nel mondo, compresa l'Indonesia.

I disordini in Indonesia

Lo sforzo di democratizzazione di questi ultimi anni ha creato scontri e sommosse violente che hanno portato l'Indonesia sugli schermi televisivi. Proteste e incendi, rapine a magazzini, banche e imprese, episodi di razzismo (specialmente contro i cinesi) e di fanatismo hanno provocato paura un po' ovunque. Ad essere colpite sono state le grandi città, soprattutto Jakarta, la capitale che ha 15 milioni di abitanti.

Cause di questi scontri e disordini sono state la grande corruzione, incompetenza o cattiva volontà dei governanti, l'ingordigia di aziende multinazionali bramose di mettere le mani sulle molteplici ricchezze del Paese. Inoltre, alcuni gruppi fondamentalisti vorrebbero imporre all'Indonesia la legge islamica.

La morale è quella di sempre: la grande ricchezza di pochi e la fame di molti non sono compatibili. È stato facile comprare gente disposta, anche a costo della vita, a creare disordini di ogni genere in campo sociale, politico, razziale e religioso.

La pace delle Mentawai

Le isole Mentawai , dove io svolgo il mio lavoro missionario , sono un piccolo mondo a se stante. Tutti questi drammatici momenti non lo hanno intaccato minimamente. La maggior parte della gente non si è neppure accorta di quello che stava succedendo. Nel resto dell'Indonesia gli unici ad essere informati, e davano notizie agli altri, erano quei pochi che hanno la televisione in casa. Noi missionari avevamo notizie più precise attraverso la radio o la BBC.

Nelle Mentawai il popolo è fatto di gente semplice. Vuole pace e serenità, giustizia, solidarietà e armonia. Ha una gran voglia di vivere in pace senza distinzione di razza e religione. Accanto a questo "mondo antico" c'è un "piccolo mondo nuovo" che sta lentamente facendo capolino. Sono le nuove speranze ed il nuovo sistema di vita.

Ore 10 del mattino

Se esci un momento nella veranda del pastoran (canonica), che s'affaccia sull'edificio della scuola, puoi sentire schiamazzi e grida gioiose; puoi notare un rincorrersi, vero formicolio di ragazzi e ragazze. Sono i 160 alunni delle elementari e i 230 studenti delle medie che si godono la ricreazione. È questa l'immagine delle "nuove" Mentawai , un processo verso un mondo nuovo.

Sono la speranza del domani e del dopo domani ...  In questa scuola sono raccolti tanti ragazzi e ragazze che provengono dalle 25 comunità di cui è composta la missione di Siberut.

Qui vi sono circa diecimila cattolici. Le scuole governative ci sono in ogni villaggio, ma i maestri, in numero già limitato, preferiscono vivere in città piuttosto che nell'isolamento e nelle difficoltà che la vita nelle isole presenta.

Una pesca grossa

Certo l'azione pastorale di prima evangelizzazione resta sempre il lavoro principale del missionario. Perciò visitiamo i villaggi regolarmente, contattiamo le famiglie, facciamo animazione missionaria e celebriamo i sacramenti. Una pesca grossa l'ho fatta proprio ultimamente, in uno dei villaggi più grandi che abbiamo.

Ho benedetto 21 matrimoni tra giovani, anziani e ... risistemati, e ho celebrato 43 battesimi di adulti e bambini. Si vede che lo Spirito Santo si dà ancora da fare e non vuole che noi missionari rimaniamo senza far niente.

Mentawai: Piccolo Mondo Antico

Nonostante 50 anni di lavoro missionario, nelle Mentawai il mondo non è cambiato molto. È davvero un "piccolo mondo antico" . L'anima segreta degli abitanti è ancora nella foresta. Da lì dipendono ancora le regole di vita della  gente . Molti di loro ritornano a vivere in foresta; non riescono a socializzarsi alla vita di gruppo. Preferiscono vivere nell'isolamento.

Secondo loro, tutte le cose sono animate e sono influenzate da spiriti buoni e da spiriti cattivi.

Questa concezione della vita incute spesso paura nel loro animo; li tiene come legati e prigionieri della tradizione antica. Gli abitanti delle isole hanno anche un certo senso di Dio. È il Creatore di tutto e il Potente, sopra tutti gli altri spiriti. Ma questo Dio non ha niente a che fare con la vita quotidiana degli uomini. Se ne sta al di fuori e al di sopra di tutto e di tutti.

In lingua mentawaiana, l'Assoluto viene chiamato "Ulau manua", che significa "splendore, aurora del cielo". Viene spontaneo pensare alla bella espressione di Giovanni all'inizio del suo vangelo : "In Lui era la vita e la vita era la luce degli uomini".

Un piccolo seme di verità evangelica che è caduto e si è sparso, fin dal principio, anche in queste belle isole Mentawai.



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