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Cari amici, ogni tanto entriamo nelle vostre famiglie con qualche notizia del lavoro pastorale dei saveriani nelle varie missioni sparse nel mondo. Vi scrivo dopo essere tornato in Brasile da tre mesi. L’estate, infatti, l’ho trascorsa in Italia per una “registratina” medica.

Rimesso a nuovo, ho ripreso il mio lavoro missionario nel seminario e centro vocazionale di Laranjeiras do Sul, di cui sono il responsabile da due anni. Inoltre, continuo a collaborare con la parrocchia di Sant’Anna, che nel 2013 ha celebrato i cinquant’anni di presenza dei saveriani.

Nuove frontiere missionarie

La nostra congregazione ha mandato i missionari in Brasile su invito di papa Giovanni XXIII, che chiedeva ai superiori religiosi di inviare personale per evangelizzare l’America latina, quasi tutta cattolica, ma in pericolo per la poca assistenza pastorale. Così, alcuni saveriani espulsi dalla Cina di Mao, passarono a lavorare in terra brasiliana, incrementando notevolmente l’evangelizzazione e la creazione di nuove comunità.

La parrocchia di Sant’Anna raccoglie oggi 40 comunità nell’area rurale e nella foresta. Tutto questo è frutto di un intenso lavoro missionario svolto da quasi venti saveriani passati a Laranjeiras. Mi sono documentato e ho scoperto che il primo parroco fu padre Tonetto, arrivato in città a cavallo degli anni ‘60, coadiuvato da altri due saveriani. Il suo lavoro pastorale è stato imponente, pur non avendo i mezzi e le facilità di trasporto che abbiamo ora.

Quante volte nelle omelie ho sottolineato che, se nelle nostre comunità godiamo di un certo benessere, di lavoro, di convivenza pacifica, di una serena vita religiosa, lo dobbiamo all’intensa e capillare attività di evangelizzazione realizzata dai generosi saveriani che hanno lavorato in questa fertile terra brasiliana.

Le tante sette religiose

Oggi, però, viviamo un fenomeno socio-religioso che penetra profondamente nel tessuto delle nostre comunità, ossia la presenza aggressiva di Sette Protestanti (in particolari pentecostali) che, con la promessa di miracoli e guarigioni, pescano tra i cattolici per accrescere le loro comunità. È chiaro che noi difendiamo la libertà religiosa, ma il disagio sorge dal fatto che i membri di queste piccole chiese sono fanatici ed è difficile il dialogo.

Ho incontrato una mamma che aveva il dubbio se dovesse seguire la sua famiglia, passata alla setta, o continuare nella chiesa cattolica. Il consiglio che le diedi fu valido, perché abbracciandomi mi disse: “Grazie! Ho capito che Gesù mi chiede di essere fedele alla mia chiesa”.

L’atteggiamento giusto è quello di realizzare una pastorale che privilegia i poveri e di affrontare i veri problemi della gente.

Bisogna saper convivere

Uno dei problemi che dovete affrontare in Occidente è la presenza di numerosi stranieri che entrano a far parte delle nostre comunità, portando con sé la propria cultura e religione, le proprie usanze e tradizioni.

Se noi non abbiamo un atteggiamento di accoglienza, sarà impossibile convivere.

In tutto il Brasile invece, e anche nella città di Laranjeiras do Sul, il problema della convivenza tra differenti etnie (indigeni, tedeschi, italiani, polacchi, arabi…) non esiste, perché il popolo brasiliano è molto accogliente, nutre rispetto e comprensione anche per tradizioni e religioni diverse.

Prometto che vi ricorderò nella mia preghiera, ma chiedo che anche voi continuiate a sostenerci e a pregare per tutti i missionari, che con gioia dedicano la loro vita alla diffusione del vangelo.



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