Un incontro per… ringiovanire: A Parma con il Conforti...
C'è ancora molto spirito missionario nei giovani formati da p. Gesuino e p. Rosario, da p. Luciano e p. Lino, solo per fare qualche nome. Proprio per incontrare questi saveriani e per incontrarsi tra loro, alcuni giovani - un po' più cresciuti - si sono trovati nella casa madre dei saveriani a Parma sabato 25 aprile.
Un'accoglienza gioiosa
All'incontro hanno partecipato in tanti. Il salone di Parma si è riempito di giovani dai venti ai quarant'anni. Arrivavano da varie parti del nord Italia: Brescia, Cremona, Milano, Parma, Venezia e Vicenza. Nessuno ancora con i capelli bianchi e tutti con l'obiettivo di rispolverare... la gioventù. Alcuni sono fidanzati, altri hanno portato con sé i figli, altri ancora li hanno lasciati dai nonni.
Ricordo alcuni nomi di cremonesi: Anita e Paolo, Stefano e Donatella con i tre figli, Andrea con i tre figli, Renato con i due figli, Giovanna e Marino con il figlio, Elena e Andrea, Daniela e Giampi. Anche altri invitati hanno manifestato un forte desiderio di esserci. Erano presenti anche vari saveriani che sono stati vicini a questi giovani e li hanno guidati per un tratto della loro vita. L'accoglienza è stata un vero momento di gioia.
Riflessioni e visite
Il tema dell'incontro era: "Con Conforti sulle orme di Paolo". Dopo l'introduzione di un saveriano, sono stati proprio sei giovani laici a spiegare il significato di sei "parole" di Paolo, commentate dal beato Conforti: Vocazione, Gesù, Crocifisso, Risorto, Missione, Cristo cuore del mondo.
Hanno poi aggiunto la propria testimonianza di vita. "Le testimonianze hanno aiutato a far rinascere in ciascuno il desiderio di una vita cristiana vissuta con intensità e coerenza", ha commentato Daniela Cabrini, originaria di Solarolo Monasterolo (CR), dove è custodito un dipinto con Anania che battezza san Paolo.
Dopo il pranzo, si sono tutti trovati nel santuario del beato Conforti, con la spiegazione dell'esperto p. Ermanno Ferro. Poi, in tre gruppi hanno visitato il museo cinese, il museo etnologico e l'esposizione delle memorie del Conforti e dei missionari martiri.
Il desiderio di ritrovarsi
L'incontro si è concluso con la santa Messa ben preparata e partecipata con gioia sorprendente da laici e missionari. Padre Carlo Girola, consigliere generale dei saveriani, concludendo la giornata ha messo in luce la preziosità della vocazione: "La nostra vita non è per noi, ma per gli altri".
Daniela ha commentato: "Ritrovare p. Luciano e p. Rosario, che ci hanno aiutato tanto in passato, ha ravvivato il senso di riconoscenza per tutto ciò che di importante ci hanno consentito di sperimentare e conoscere negli anni giovanili, formando le nostre coscienze. Ci hanno fatto sperimentare un Dio vicino, presente in ciascuno; ci hanno mostrato un Padre che ci ama e che è presente in mezzo a noi, se noi ci amiamo come fratelli". Poi ha aggiunto: "In noi è nato il desiderio di ritrovarci anche con i tanti che non hanno potuto venire a Parma. Saranno le occasioni giuste per ossigenarci attraverso un incontro che tenga vivo lo spirito missionario e ci permetta di condividere le esperienze di vita cristiana che viviamo ogni giorno".
Uno dei bei frutti dell'anno paolino è proprio questo: giovani che vibrano, o tornano a vibrare per le missioni.








