Nozze d’oro con viaggio premio
Nel bel caldo di agosto, domenica 18 alle 11, eravamo nella bella chiesa sul colle a Santa Lucia di Fontenuova, appena fuori Roma verso est. Al suono della "marcia nuziale" sono entrati, tenendosi per mano, i due sposi Vincenzo e Maria: cinquanta anni fa erano entrati accompagnati dal loro genitore, molto più emozionati e incerti. L'esperienza della vita rende i passi più sicuri, le emozioni più profonde.
Gli invitati e i presenti
Come fratello della sposa, da mesi prima, ero stato invitato a presiedere alla ricorrenza liturgica. È stato un piacere per me: cinquant'anni prima, quella domenica mattina, avevo portato la madre dello sposo sulla "sella" del vespone "SuperSport" rosso, per la via tortuosa che da Santa Lucia porta alla chiesa di Settecamini, per evitare alla signora il mal di macchina...
Oltre ai parenti di famiglia, in chiesa erano presenti molti sposi "coetanei", il grande coro accompagnato dal clarinetto di Francesca, e il gruppo delle "donne del mercoledì", che effettuano la pulizia della chiesa, dopo aver gustato un buon caffè e le dolci paste che Maurizio porta di persona, infallibilmente.
Il meritato viaggio di nozze
Le figlie Stefania e Rosella avevano provveduto anche al "viaggio di nozze", concordando con me un viaggio in treno fino a Brescia. Che bella sorpresa, avere Maria e Vincenzo nella nostra casa al centro della città, proprio sopra il Foro Romano, con il Teatro e il tempio Capitolino! Vent'anni ormai che sono a Brescia, è la prima volta che vengono a trovarmi e vedere il luogo dove vivo e lavoro...
Quattro giorni passati in fretta. Sabato pomeriggio, dopo le presentazioni di rito, ho mostrato le stanze e i meandri della casa (del XVI secolo): un labirinto in cui Maria si perdeva facilmente. Domenica siamo andati fino a Trevignano (TV), paese di origine dei nostri genitori, per visitare i tanti parenti viventi e i "diversamente vivi" al cimitero. (Tra l'altro, Maria è stata concepita a Treviso e ha visto la luce a Roma).
Lunedì l'abbiamo passato a Tremosine, sul lago di Garda, ospiti della signora Fulgenzia, una volontaria amica dei saveriani. Martedì abbiamo visto alcune parti della città e la nostra splendida chiesa, conosciuta come "Piccola Sistina di Brescia". Il mattino dopo, il saluto commosso e riconoscente.
Al telefono, gli sposi mi assicurano: "Ne è valsa la pena. Si può rifare!". Spero proprio di sì, e prima che passino altri vent'anni...








