Missionari anche d’estate
Desideriamo riproporre anche ai nostri lettori alcune iniziative che sono state attuate, o che stanno per attuarsi, nel nostro territorio e che hanno un significato altamente umano e missionario. Riguardano Cesena, Ravenna e Forlì. Le presentiamo in sintesi.
Cesena con Sierra Leone
A Cesena, il 24 giugno, festa di san Giovanni Battista, patrono della città, s’è tenuto il volantinaggio pubblicitario dell’iniziativa “Rage against Ebola” (Rabbia contro l’Ebola), per preparare l’appuntamento del 13 settembre, voluto da Denis Ugolini e mons. Biguzzi, vescovo emerito di Makeni in Sierra Leone. Li ha fatti incontrare don Piero Teodorani, con lo scopo di provare a formare personale sanitario che raggiunga poi i Paesi dove la situazione sanitaria è deficitaria (Gian Paolo Castagnoli).
In questi mesi abbiamo sentito parlare di malati africani e personale sanitario e infermieristico colpito dall’Ebola in Africa occidentale. I “bianchi” avevano la fortuna di essere portati nei loro paesi di origine, per essere curati attraverso medicine sperimentali che le varie aziende farmaceutiche possiedono solo per noi occidentali.
Siamo molto lontani dalla fratellanza universale, sognata da filosofi, poeti e santi.
Grazie al cielo i pipistrelli da frutta che portano questo virus nei villaggi dell’Africa da noi sono scomparsi: sono rimasti solo topi e ratti, che teniamo sotto controllo.
Ravenna con il Perù
A Ravenna, invece, il 25 giugno c’è stata l’inaugurazione della sede "lavorativa" presso l'ex scuola materna parrocchiale di Savarna con la Messa presieduta dal vescovo per il centro missionario giovanile della città, con giovani e non più giovani.
Provenienti da varie parrocchie, collaborano al mercatino dell’usato per sostenere con il ricavato la nuova missione nella parrocchia di San Domingo in Perù, guidata da don Morini e quattro laici ravennati.
Forlì con i rifugiati
A Forlì il 26 giugno, in occasione della giornata mondiale del rifugiato, sul tema "Morire di speranza", c’è stata una veglia di preghiera per le vittime dei viaggi verso i Paesi europei. Si è tenuta sul sagrato della basilica di San Mercuriale.
La preghiera è iniziata con un minuto di silenzio accompagnato dal suono a lutto della campana, a ricordo di tutti i morti della giornata e dei viaggi della speranza.
I credenti sono stati invitati a unirsi per un’azione spirituale e materiale e a interrogare la coscienza con la fede. Abbiamo ascoltato la lettura del vangelo di Luca sul comandamento dell’amore: “Amerai il Signore tuo Dio con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutta la mente, e il tuo prossimo come te stesso”.
È stata recitata la sura 8 del corano: “Per gli emigrati bisognosi che sono stati scacciati dalle loro case e dai loro beni poiché bramavano la grazia e il compiacimento di Allah, e del suo inviato; quelli sono i sinceri”. Infine, abbiamo recitato la preghiera di papa Francesco a Sarajevo e ascoltato la riflessione di un laico.
L’incontro si è concluso con il saluto del sindaco.







