Un grano di sale per il nuovo anno
Ricordo il primo incontro con alcuni anziani della tribù dei bashi, in Africa. "Padre, tu sei ancora giovane, ma è bene che sappia come è iniziata l'evangelizzazione qui in Congo. Verso la fine del 1800, giunsero nella nostra regione due uomini di Dio. Provenivano dalla Tanzania. Avevano camminato a piedi per 2.500 chilometri.
I due bianchi non diedero importanza al fuggi-fuggi generale che aveva suscitato la loro comparsa. I due stesero le mani in avanti. Nel palmo tenevano alcuni grani di sale. Seguirono momenti di disagio. Poi, le capre si mossero per prime. Andarono a leccare le mani dei due uomini di Dio. Dopo le capre, arrivarono i bambini, anche loro a leccare i grani di sale. I bambini andarono a chiamare i genitori.
Padre, è grazie a un grano di sale che la gente oggi popola le nostre chiese. È grazie a quel grano di sale che la chiesa in Congo ha religiose, preti e vescovi. Quel grano di sale è il seme dei numerosi martiri della nostra chiesa. Voi, giovani missionari, non dovete dimenticare che la nostra fede è come un grano di sale...".
Queste parole mi sono tornate in mente vedendo il Papa in Africa per la visita in Benin, dove ha chiesto agli africani di insegnare anche a noi europei che la fede, quando è grande come un grano di sale, basta e avanza.








