Un’emozione dopo l’altra: Visite, incontri e tanta nostalgia
Padre Sandro continua il racconto della sua visita d’inizio anno in Bangladesh. Le sue giornate sono state piene di appuntamenti e con poche soste. Forse era il desiderio di recuperare il tempo perduto...
Sono andato a Satkhira, la missione dove avevo lavorato 40 anni fa. Mi accompagnava p. Antonio Fogliani, un saveriano che lavora in Bangladesh da tanti anni. Ho visitato l’orfanotrofio della missione e la casa dove ho abitato per due anni. Ho provato un forte batticuore.
L’orfanotrofio e il cimitero
Anche nella missione di Satkhira i cambiamenti sono stati così tanti che quasi non riuscivo a orientarmi. La chiesa nuova, la muraglia tutto intorno, il salone per gli incontri pastorali... Ma i bambini sono sempre bambini; sono adorabili. Ti corrono intorno, prima un po’ timidi e poi, quando sorridi loro, si avvicinano, ti stringono le mani, ti fanno sciogliere il cuore.
Sono andato anche al cimitero cristiano, che era abbastanza vicino. Ho rivolto al Signore una preghiera per i defunti conosciuti e per quelli che non ho mai visto. Le tombe erano senza nomi, senza foto, senza fiori; c’era solo la croce. Poche tombe erano curate e con il nome in evidenza. Tra queste, la tomba di Daniel, un amico che era stato il preside della scuola. Sono passato a salutare la sua vedova, che ha avuto sei figli e ora è nonna di tanti nipoti.
La celebrazione della Messa
Ho celebrato la Messa a Rogonnathpur, un piccolo villaggio distante circa venti chilometri da Satkhira, sulla strada asfaltata. Qui lavora suor Filomena Sala, una sarda delle suore di San Luigi di Alba. È in Bangladesh da 44 anni ed è stata mia infermiera quando avevo avuto l’infarto.
Per tre domeniche di fila ho detto Messa in lingua bengalese. Devo dire che non ho fatto brutta figura perché mi preparavo bene; ma che fatica e quanta concentrazione! Capire la gente quando parla, invece, mi è stato più difficile. Io parlo come un bambino piccolo; tutti gli altri si esprimono maledettamente in fretta. Peccato che abbia aspettato quarant’anni per tornare in Bangladesh. Avrei dovuto restarvi molto più di un mese. I cristiani mi hanno chiesto di rimanere con loro o almeno di ritornare presto.
Ho risposto che siamo tutti nelle mani di Dio e che non sta a me decidere. Sarà quel che Dio vorrà.








