Un calice per raccontare…
Andare per comprendere, ritrovarsi per raccontare, testimoniare per non dimenticare.
Forse, può essere questa la sequenza e l’essenza dell’iniziativa che si è svolta nelle domeniche del mese di ottobre 2022, dedicato alla Missione, a turno, nelle chiese della nostra collaborazione oltre che a Villanova dove i saveriani svolgono il proprio servizio. L’aperitivo missionario era l’iniziativa che si svolgeva alla fine della Messa sul sagrato, con un calice di vino in segno di convivialità familiare. Qui si sono ritrovati a parlare della propria esperienza gli amici del Laboratorio di Missione che hanno partecipato ai due viaggi di agosto e settembre in Albania.
Una terra e un popolo segnati da un tragico regime comunista perdurato dal 1944 fino al 1991. Per volere del dittatore Enver Hoxha, l’Albania è stata proclamata prima nazione atea e per raggiungere questo disumano obiettivo sono stati sterminati, torturati, assassinati molti cristiani e uomini della chiesa cattolica e ortodossa albanese e anche rappresentanti musulmani. La professione di fede in quel periodo è stata vissuta clandestinamente, come brace sotto la cenere. Non è morta anche se non doveva esistere. L’impegno dei nostri viaggi vuol essere portatore di speranza, aiuto, fratellanza solidale alle piccole comunità cristiane che stanno risorgendo. Questa è la missione, questo è il senso del viaggio e l’aperitivo è stata l’occasione per testimoniare la profonda e spirituale esperienza missionaria.
Speriamo che le parole di papa Wojtyla pronunciate durante la visita in Albania del 1993, possano concretamente diventare bandiera e monito costante per la nostra piccola comunità friulana già avviata all’incontro con il popolo albanese. “Così, cari albanesi, il vostro dramma deve interessare tutto il continente europeo: è necessario che l’Europa non dimentichi” (Giovanni Paolo II).







