Un autentico apostolo di fede
A quasi tre mesi dalla morte di p. Mario Guerra, animatore missionario a Gallico per cinque anni, continuano ad arrivare testimonianze di chi l’ha conosciuto e apprezzato. E su tutti, il gruppo “Pace e Bene” non dimentica il bene ricevuto da p. Mario.
Il 17 febbraio a Parma è tornato al Signore p. Mario Guerra, nativo di Campagnola Emilia. Padre Mario è stato missionario in Africa, in Scozia, a Londra e poi in Italia. A Gallico, p. Mario era animatore del parco della mondialità presso il santuario Madonna della Grazia e corrispondente da Gallico per questo mensile “Missionari Saveriani”.
Sensibilità, coraggio, cultura
Dopo cinque anni, p. Mario è partito per la comunità saveriana di Desio, in Brianza, per continuare il suo prezioso lavoro. Sono state numerose le manifestazioni d’affetto da parte di tanti amici e fedeli al momento della sua partenza. Dopo un po’ di tempo, per le sue precarie condizioni di salute, è stato portato all’infermeria della casa madre dei saveriani a Parma dove, assieme agli altri confratelli anziani e malati, era assistito amorevolmente dal caro p. Ercole Marcelli di cui, essendo stato guida e assistente spirituale del nostro gruppo, ricordiamo la grande bontà d’animo.
Padre Mario, autentico apostolo di fede, era una persona speciale, dotata di grande sensibilità, riservatezza, disponibilità, coraggio e cultura artistica.
A lui si deve la ricerca storica del quadro rappresentante “Gesù e i fanciulli”, nella scuola elementare di Passo Caracciolo, attribuito al pittore Domenico Bilardi.
Si è dedicato alla formazione artistica dei giovani e degli adulti. I suoi consigli hanno acceso in chi li ha ascoltati il desiderio di seguire Gesù con sempre maggiore fedeltà. Le parole da lui pronunciate con semplicità e chiarezza hanno infuso serenità come fresca rugiada nel cuore di tutti, soprattutto in quello dei malati.
Quel dolce sorriso…
Non potremo dimenticare i bei momenti in cui il missionario ha presieduto i nostri incontri del mercoledì nella prima ora di formazione culturale, arricchendoci di tante notizie interessanti sulla vita di tanti popoli incontrati durante la sua missione. Non dimentichiamo le occasioni in cui si improvvisava fotografo nelle nostre varie feste, e in particolare la simpatia che destava nel travestirsi da Babbo Natale, di cui lui diceva di essere “cugino”.
Nonostante le sofferenze fisiche, riusciva a conservare quel dolce sorriso che lo contraddistingueva facendo trasparire la serenità,
segno che il Signore era al suo fianco e aveva ricolmato la sua anima. Noi ringraziamo p. Mario per la sua dedizione al nostro gruppo, e il Signore per avercelo fatto conoscere.
Imploriamo la Divina Misericordia su p. Mario, che ha lasciato la sua terra per testimoniare con amore il regno di Dio, vivendo come buon samaritano, e preghiamo che gli sia concesso il premio eterno accanto al santo fondatore Guido Conforti e a tutti i missionari di Cristo.







