La corsa non è ancora finita…
Caro padre Mario Guerra, unitamente ai tuoi confratelli, condividiamo la gioia del tuo 50° anniversario di ordinazione sacerdotale. È veramente un momento di letizia che trova il fondamento nella Parola di Dio. Il numero 50, infatti, è espressione di gioia collegata a Dio: al 50° giorno dopo aver messo «la falce nella messe», l’israelita deve presentarsi lieto al Signore con i suoi liberi doni in un’atmosfera di gioia e di benedizione divina (cfr Dt 16,9-11). Più ancora, però, questa gioiosa ricorrenza rimanda all’anno giubilare in cui, nell’ambito ebraico, si suonava il corno d’ariete in segno di gioia e di gratitudine a Dio (cfr Lv 25,8-12).
Non ci lascia a mani vuote
Dunque, caro padre Mario, il tuo è un anniversario foriero di gioia e di benedizione divina, frutto di una vita feconda gradita a Dio. E poiché non abbiamo la tromba dell’acclamazione ebraica, in questo momento di grazia, siamo ben lieti di giubilare con le corde del cuore per la tua seminagione e mietitura nei campi di Dio. Sono questi i frutti della spiritualità saveriana che si esprime in un’intrepida e travagliata missionarietà, sulle impervie vie della Sierra Leone.
In ossequio al comando del Signore, sei andato sulle vie del mondo per «predicare il vangelo a ogni creatura» (Mc 16,15);
hai subito in silenzio le sferzate e gli insulti del mondo, gli spasimi dell’amore disprezzato; hai dedicato la tua vita all’estensione del regno di Dio e all’edificazione della chiesa.
Sei stato tra noi. Ora te ne vai. E tuttavia non ci lasci a mani vuote; ci hai donato frutti di spiritualità saveriana: l’umiltà mariana, la comunione ecclesiale, la capacità di perdonare e di soffrire in silenzio, l’amore verso la famiglia… Sono doni di cui noi di “Pace e Bene” dobbiamo fare tesoro. Solo così potremo onorare la tua graziosa memoria per essere noi stessi operatori di pace, per il bene comune, per promuovere la civiltà dell’amore lungo i sentieri della vita.
I ''segni dell’aurora''
Come dimenticare i tuoi insegnamenti di morale cristiana, le parole di conforto e di fraternità; l’alito di gioia che diffondevi, le tue simpatiche e gradevoli battutine quando facevi capolino nel gruppo. Questo è il messaggio che ci lasci, di cui siamo grati debitori.
Ora la «lunga notte» è passata! Ma a ogni mattino segue la notte. La corsa non è finita. E tuttavia un’alba nuova sorgerà sull’orizzonte della vita. Carissimo p. Mario, saprai scrutare sempre «i segni dell’aurora» che si profila nell’orizzonte della storia, portando nel cuore le preoccupazioni e le attese sul mondo che ci attende, e in cui siamo chiamati ad accogliere le diversità secondo l’indelebile messaggio che ci lasci.
Grazie di cuore, padre Mario. Ti vogliamo bene.







