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Un arcobaleno tra chiese: “Riparto portandovi nel cuore”

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Padre Ivaldo Casula, saveriano di Guasila (CA), è tornato in Sierra Leone. Prima di partire ha salutato amici e parenti della Sardegna, dove aveva lavorato a più riprese negli anni passati.

Cari amici di Guasila, di Macomer e di tutta la Sardegna, rivolgo un caro saluto a tutti voi mentre sto per partire per la Sierra Leone, dopo tanti anni di attività in Europa e in America. Parto perché sono sacerdote missionario di Cristo e della chiesa. La mia vocazione missionaria sarebbe incompleta se non dessi questi anni maturi della mia vita ai fratelli e alle sorelle della Sierra Leone.

Qui ho imparato ad abbracciare il mondo

Ho atteso questo momento per oltre dieci anni. Grazie a Dio, la drammatica guerra che ha sconvolto la gente della Sierra Leone è finita da più di un anno, e i superiori mi concedono finalmente di tornare in missione. Ho incontrato, conosciuto e amato tanta gente in varie parti del mondo occidentale. Ma voi, amici di Guasila, di Macomer e della Sardegna, siete quelli che più conosco e amo come fratelli e sorelle.

Anche se da tempo il mio cuore è sradicato, rimango sempre ancorato a questo suolo nativo. Qui sono cresciuto come uomo e come cristiano. È qui che ho imparato la semplicità, l’onestà, la fede genuina dei nostri antenati nella Messa domenicale, nelle processioni ricche di preghiera e di folklore e nella meravigliosa chiesa, luogo di preghiera e di esperienze intense. È qui che ho imparato l’amore per la campagna, le meraviglie della natura, il lavoro duro delle donne e degli uomini per provvedere ai propri figli.

Ma è qui che ho imparato anche a guardare oltre gli orizzonti del nostro paese e a sentirmi parte di una famiglia che abbraccia il mondo intero.

Giovani, sappiate sognare!

Tante volte, tornando tra voi e assaporando la vostra amicizia, mi veniva spontaneo spronarvi ad allargare gli orizzonti, ad aprirvi ai problemi del mondo, alla conoscenza e all’interesse per altri popoli e culture. Ho sofferto e soffro per i giovani e i ragazzi che rischiano di soffocare nel piccolo mondo in cui vivono, annoiati davanti a interessi che non vanno oltre le campagne e le colline del nostro paese. Anche il problema della droga trova una delle sue cause in questa mancanza di grandi orizzonti e di saper sognare per un futuro migliore.

Il missionario dà un piccolo contributo alla realizzazione del sogno di Cristo per fare del mondo una sola famiglia: una sola famiglia di fratelli e sorelle, figli dello stesso Padre. In un mondo di odio e di violenza, Dio fa sorgere il sole e crescere i fiori per tutta l’umanità. Gesù ci fa capire il valore e la dignità di ogni persona; ci indica la via che ci porta alla felicità e alla vita. Dio è amore e vuole la felicità di tutti, nella fratellanza umana. Più di ciò che possediamo, conta ciò che noi siamo, con la nostra fede in Dio e il nostro impegno per l’umanità.

Sono contento di partire

Torno in missione per vivere la mia vocazione e dare una testimonianza silenziosa come fratello tra fratelli. In età matura, sono contento di partire. Torno in Sierra Leone portandovi nel cuore. Desidero continuare ad essere come un ponte tra culture e popoli, tra voi e la gente della Sierra Leone, che sta scoprendo la fede in Cristo e sta trovando la forza per ricostruire una vita distrutta dalla guerra.

La Madonna, amata e venerata da voi, è la stessa Madre amata e venerata dai cristiani della Sierra Leone. Cercherò di lanciare un arcobaleno tra la chiesa dell’Assunta di Guasila e la cattedrale di Makeni dedicata alla Madonna di Fatima, tra la chiesa sarda e la chiesa africana.

Domenica 13 marzo, p. Ivaldo ha incontrato oltre 150 animatori saveriani delle diocesi di Ales, Cagliari e Iglesias; parlando di “Eucaristia e Missione”, ha comunicato la gioia di partire per la missione



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