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Un anno di fede e di martirio, Veglia per i missionari martiri

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Il 24 marzo scorso ricorreva la memoria dei missionari martiri. Ogni anno, questo giorno, è dedicato al ricordo e alla preghiera per coloro che hanno dato la loro vita per annunciare il vangelo in tutto il mondo.

Anche noi giovani del santuario di Gallico abbiamo voluto farne memoria, attraverso la celebrazione di una veglia in Santuario. La veglia, dal titolo "Martirio, un anno di fede", si è svolta in tre momenti principali.

I tre simboli: acqua, frammenti, libertà

La prima parte è stata dedicata alla fede. È la fede l'origine di tutto. È sempre stata la fede la fonte di ogni martirio, l'esempio e il sacrificio dei padri che infonde coraggio nei figli. Come segno concreto, è stato portato all'altare un vaso di creta con dell'acqua.

Quale modo migliore per rappresentare la fede se non l'acqua che ci disseta e ci dà vita, proprio come la fede stessa! L'essere contenuta in un vaso di creta sta a simboleggiare la fragilità umana, colmata però dalla fede che è acqua che continua a zampillare, riempiendo la vita di senso, di autenticità e di verità.

Il secondo momento è stato dedicato al martirio. I martiri, i veri protagonisti, lasciano una profonda testimonianza di cosa è la fede, di cosa vuol dire annunciare il vangelo fino al dono totale di sé. Anche questo momento è stato accompagnato da un gesto: sono stati portati sull'altare frammenti di un vaso di creta, segno del corpo che può essere fatto a pezzi e annientato.

Il terzo e ultimo momento è stato dedicato alla libertà. Le testimonianze che ci lasciano i martiri ci fanno riflettere sulla scarsa convinzione che noi abbiamo nella fede. Quindi la libertà è un simbolo: ognuno di noi deve sentirsi libero di proclamare la propria fede, di difenderla, di condividerla e di darne testimonianza al prossimo.

Un fiore per ogni nome

La veglia si è conclusa facendo memoria di tutti coloro i quali, lo scorso anno, hanno dato la vita per dare testimonianza del loro amore incondizionato verso Dio e il prossimo. La lettura di ogni nome è stata accompagnata da un fiore portato all'altare e bagnato dall'acqua contenuta nel vaso di creta.

Anche se il vaso si rompe e va in frantumi, l'acqua si espande e irriga il terreno rendendolo fertile. Anche la fede dei martiri, messa a dura prova, al momento della morte non va perduta; ma come l'acqua, viene a rivitalizzare le nostre esistenze. Sono le testimonianze dei martiri che ci portano a riflettere su quanto la nostra fede sia autentica e coerente.



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