Un aiuto per la scuola di Kabisa
In Avvento le parrocchie e i gruppi ecclesiali della diocesi di Cremona raccolgono la loro carità a favore di progetti di sviluppo nelle parti più povere del mondo. Questa volta lo slogan scelto era, "Fiorirà la giustizia e abbonderà la pace". Caritas e ufficio missionario hanno focalizzato la loro attenzione su Kasika, un piccolo villaggio nel sud Kivu, nella repubblica democratica del Congo.
La parrocchia di Kasika, nata per opera di un sacerdote fidei donum forlivese, don Mario Ricca Roselini, è stata chiusa e riaperta più volte a causa dei continui sanguinosi conflitti nella zona. Il più grave è accaduto nell'agosto 1998, quando vennero uccise quasi duemila persone, tra cui il parroco successore di don Mario, tre suore, un seminarista e un catechista.
Ora la parrocchia è affidata a due sacerdoti congolesi che hanno anche la difficile missione di ricostruire il tessuto socio-economico distrutto dal conflitto. Ma soprattutto devono ridare speranza e coraggio a tante persone segnate nello spirito e nella mente da violenze inaudite. È così che l'abbé Alberto Kalafula ha avviato un progetto di scolarizzazione dei bambini orfani e di quelli nati in seguito alle violenze, senza dimenticare le donne violentate ed emarginate.
Grazie ai proventi derivanti dalla coltivazione e vendita della manioca, il sacerdote sta sostenendo il progetto educativo e di scolarizzazione a beneficio dei ragazzi. Ma le risorse non sono sufficienti e i bisogni sempre più grandi. La generosità dei cremonesi sarà perciò bene accolta e apprezzata.








