Skip to main content

“Tutto va alla rovescia”, Lettera dalla periferia brasiliana

Condividi su

Cari amici, spero che stiate tutti bene, per grazia di Dio. I superiori e il vescovo mi affidano vari impegni in vari luoghi, dove c’è bisogno. Come missionario, obbedisco e cerco di fare il meglio che posso. Il Signore lo sa e mi dà la capacità di adattarmi serenamente.

Da vari mesi vivo nella immensa parrocchia di san Francesco Saverio, insieme a p. Vasco Milani, il parroco, e a p. Bruno Marchetti. Io faccio l’aiutante, continuando la mia missione con gioia.

La tensione sociale è alta

La nostra parrocchia è situata nella baixada do Marco, una palude stagnante. Ci troviamo con un’infinità di problemi sociali e religiosi. Si aggravano sempre più la corruzione e la violenza bianca, che ormai regnano senza freni. Molta colpa è anche della situazione politica. Questi “nostri politici” mandano a uccidere le persone, come fosse bere un bicchier d’acqua. Sono sicuri della loro impunità. La stampa, che oggi è finalmente libera, continua a fare denunce documentate, ma il giorno dopo tutto si riduce a poco o niente. Chi è accusato trova sempre avvocati corrotti pronti a difenderli e giudici ancora peggiori. Questo governo sta deludendo la gente, che dice: “è come un branco di gatti: chi mangia di più, vive meglio!”.

C’è stata la marcia di duecento chilometri dei “senza terra”. Dodicimila persone sono scese in strada per chiedere la riforma agraria. Hanno finito il loro percorso davanti al palazzo di Lula. Ci sono stati anche scontri con la polizia e una cinquantina di feriti.

“Scusate lo sfogo, però...”

Tutti questi fatti, però, non hanno un seguito; non ci sono conseguenze. Per non parlare poi dei numerosi “senza terra”, che sono arrestati e imprigionati come criminali e quasi mai liberati. Per l’assassinio della suora americana Dorothy, ci sono state molte celebrazioni: vescovi, sacerdoti e suore hanno versato molte lacrime... Ma la polizia, che difende i latifondisti fazendeiros assassini, ha preso cinque contadini innocenti, amici di suor Dorothy, e li ha messi in prigione accusandoli di omicidio.

Le cose vanno alla rovescia. Non c’è più la dittatura militare. Ma è rimasta la dittatura del denaro, dei politici, delle multinazionali, delle autorità che comprano i voti e si gloriano di essere in favore del popolo. In realtà, succhiano le merende agli studenti e rubano i pochi soldi destinati all’educazione e alla salute pubblica.

Ecco, mi sono sfogato. Almeno sto un po’ meglio... Un abbraccio ai saveriani di Genova Pegli e a tutti i lettori di “Missionari Saveriani”.



Scarica questa edizione in formato PDF

Dimensione 8222.94 KB

Gentile lettore,
Continueremo a fare tutto per portarvi sempre notizie d'attualità, testimonianze e riflessioni dalle nostre missioni.
Grazie per sostenere il nostro Giornale.


Altri articoli

Edizione di Maggio 2004
Vicende di vita in casa saveriana E siamo a maggio! Mentre fervono i preparativi per la Festa dei popoli, evento vivo e coinvolgente del cammino di…
Edizione di Dicembre 2007
"In Africa siamo più fortunati di voi..." Questa lettera era stata scritta dal compianto p. Graziano Rossato, a Freetown in Sierra Leone, da spedire…
Edizione di Febbraio 2006
Quando il missionario è lontano... Mamma Rosa - o come viene chiamata dagli amici “ Rosute ” - abita a Melarolo di Trivignano (UD). Due vo…
Logo saveriani
Sito in costruzione

Portale Unico dei Saveriani in Italia

Stiamo finalizando la nuova versione del portale

Saremmo online questa estate!

Ti aspettiamo...

Versione precedente del sito