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La Pasqua è per sua natura una “festa missionaria”. In tutte le nostre missioni, infatti, vengono celebrati i battesimi di coloro che hanno percorso il cammino catecumenale e che ora, finalmente, entrano nella chiesa ricevendo i sacramenti dell’iniziazione cristiana: il Battesimo, la Cresima e l’Eucarestia.

La notte della Pasqua, quella della loro risurrezione con Cristo, illumina la vita di tutte queste persone che incontrano, pieni di gioia, la vita nuova di figli di Dio. Si vestono di bianco, come il Cristo della trasfigurazione, per indicare che la vita nuova, appena iniziata, è senza macchia e si accompagna all’impegno per essere “candidamente” conformi al vangelo.

Dal Burundi la lettera di p. Mario Pulcini

Abbiamo ricevuto dal Burundi una lettera di p. Mario Pulcini, originario di Nembro. Ci presenta alcune considerazioni sul sacrificio delle tre sorelle saveriane uccise il 7 settembre 2014 a Bujumbura.

“…La tragica morte di Bernardetta, Lucia e Olga ha lasciato tanta tristezza e molti interrogativi che, purtroppo, non hanno ancora avuto una risposta. Non si possono dimenticare facilmente anni di vita missionaria vissuti con intensità, nella gioia evangelica comune a tutti messaggeri della parola di Dio. Ringrazio il Signore per la loro umanità, disponibilità e grande tenerezza nell’avvicinare i malati e i deboli. Sentirò la loro presenza all’orfanatrofio delle suore di Madre Teresa di Calcutta, un appuntamento con i bambini e gli anziani al quale le tre saveriane non sono mai mancate.

Ringrazio ciascuno di voi per quanto ha fatto a favore della nostra missione. La certezza di essere accompagnati ogni giorno dal ricordo, dalla preghiera e dal vostro sostegno trasmette forza per continuare con coraggio a essere buoni testimoni di Colui che ci ha scelti e inviati”.

Un dono che continua

Qualche volta - anche con una certa frequenza, in tante parti del mondo - la bianca veste pasquale viene macchiata dal sangue dei “testimoni” del vangelo. La Pasqua passa appunto attraverso la morte, che però conduce alla vita nuova, la vita del Cristo risorto.

La nostra fede ci assicura che le sorelle saveriane, con la loro morte, sono diventate seme di nuovi cristiani.

I missionari celebrano la Pasqua raccogliendo i frutti del loro lavoro missionario. Infatti, essi sono stati inviati a portare il vangelo ad altre genti, in terre che non sono le proprie. I battesimi sono il frutto della loro missione, del dono che essi hanno fatto della loro vita a Dio e alla chiesa.

Missionari per sempre

I missionari anziani non sempre possono restano sul campo di missione: l’età e la salute li costringono a tornare e vivere la missione in patria. Tocca però ai missionari anziani e malati - anche nella nostra Bergamo - passare il testimone della vocazione missionaria alle comunità cristiane locali.

Prima di tutto perché queste comunità cristiane non si spengano o non si addormentino. La Pasqua deve continuare a generare ancora quei frutti che per tanti secoli hanno arricchito la comunità cristiana universale.

A volte gli anziani si sentono messi da parte, perché pare non abbiano più un ambito in cui muoversi. Ma sono proprio i loro frutti, quei frutti maturi fatti crescere in missione con tanti battesimi, che ci ricordano quanto preziosa sia ancora la loro vita.

La Pasqua ci ricordi ancora una volta l’importanza dei missionari, perché la risurrezione di Cristo, attraverso il battesimo, raggiunga tanti altri fratelli e sorelle nel mondo.



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