Tutti a scuola… nonostante tutto!
Ci sentiamo tutti un po’ allenatori quando si parla di calcio, oppure medici, dietologi e personal trainer quando si parla di salute, maestri e insegnanti quando si parla di scuola.
Da 12 anni, insegno in una scuola secondaria della provincia di Taranto. Lo ritengo uno dei lavori più belli e appassionanti del mondo, se non fosse complicato dalla sempre più pressante presenza di genitori che vorrebbero decidere su tutto, caricando di tensioni inutili i propri figli sempre costretti ad essere i “migliori” in tutto e più di tutti. La scuola è cambiata così come è cambiata. Tanti genitori sono convinti che essa costituisca solo il “parcheggio” dei propri figli per qualche ora al giorno; altri, invece, pensano di dover interferire su tutto, anche su quello che non sanno. Non è giusto tornare al passato quando il maestro aveva sempre ragione (anche quando aveva torto), ma si dovrebbe dare più fiducia a chi ha seguito un percorso di formazione culturale e professionale.
Oggi, invece, ci si sente autorizzati a offendere, minacciare e addirittura a picchiare docenti e collaboratori scolastici. E poi, perché far frequentare ai ragazzi l’ora di religione cattolica? Non è più di moda, è una perdita di tempo sentir parlare di un certo Gesù vissuto duemila anni or sono. Meglio l’ora alternativa, almeno si fanno cose più moderne e meno impegnative moralmente.
Rimane, però, la convinzione che i ragazzi di oggi siano migliori di quello che i loro genitori potrebbero determinare; resistono a separazioni, conflitti in famiglia, vizi, e ascoltano, perfino, qualcuno che presenta la religione come attuale e universale. Rimane nei loro occhi e nei loro sorrisi la bellezza dei racconti dei saveriani, quando hanno saputo catturare attenzione e interesse. Si deve dar fiducia ai ragazzi e noi adulti possiamo trasmettere loro anche i valori cristiani.







