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Come suggerisce papa Francesco (“Non si tratta solo di migranti”), riflettere sul tema riferito a migranti e rifugiati non significa focalizzare l’attenzione su una categoria specifica. Si tratta di tutte le persone.

La risposta alla sfida posta dalle migrazioni contemporanee si può riassumere nei quattro verbi: accogliere, proteggere, promuovere e integrare. Essi esprimono la missione della chiesa verso tutti gli abitanti delle periferie esistenziali. I migranti ci aiutano a leggere i “segni dei tempi”. Attraverso di loro il Signore ci invita a riappropriarci della nostra vita cristiana nella sua interezza. Il Convegno diocesano Migrantes è un aiuto per riflettere sulle nostre paure, sulla nostra incapacità di coltivare la cultura dell’incontro. Il problema non è avere dubbi e timori, ma il fatto che questi dubbi e timori condizionano il modo di pensare e di agire, rendendoci intolleranti.

È importante conoscere l’immigrato. Le altre culture arricchiscono a livello individuale e comunitario. La conoscenza fa superare paure, pregiudizi e diffidenze, promuovendo integrazione e dialogo. Siamo ormai abituati dai social al passaggio di notizie false e immediatamente diffuse come vere per suscitare emotività. La guerra tra poveri sta causando diffuse folle rabbiose e ripetuti episodi di violenza e razzismo.

L’Ufficio diocesano Migrantes di Taranto è impegnato in cinque settori delle migrazioni: immigrati e profughi; italiani nel mondo; circensi e lunaparkisti; rom, sinti e marittimi. Promuove nelle comunità cristiane atteggiamenti e opere di fraterna accoglienza, per stimolare la comprensione e la valorizzazione della loro identità. Ci sono comunità che richiedono celebrazioni Eucaristiche nelle loro lingue madri. Anche queste sono occasioni d’incontro e d’integrazione. Esiste, poi, uno sportello d’immigrazione itinerante. Nella Festa dei popoli di maggio, tutte le etnie del territorio presentano la propria cultura in vari modi. Gli operatori visitano i profughi nei centri di accoglienza, facendosi prossimi alle loro necessità e testimoniando vicinanza.

Quando arriva un circo o un lunapark in una città, gli studenti s’inseriscono lo stesso giorno nelle scuole e hanno lo stesso bisogno d’essere accolti anche nella chiesa, attraverso il cammino di catechesi sacramentale. Rom e Sinti, comunemente definiti “zingari”, sono l’etnia più mal sopportata da secoli, ed ultimamente stanno vivendo una nuova forma di persecuzione. Allo stesso tempo, però, si constatano tante dimostrazioni di solidarietà che pure caratterizzano i nostri giorni. Il centro “Stella Maris”, nel porto mercantile di Taranto, fa accoglienza per i marittimi in transito, senza distinzione di cultura, nazionalità o religione.

Da quasi 20 anni, i saveriani che compongono la comunità di Taranto fanno parte della Migrantes. E noi li ringraziamo per il loro lavoro e supporto.



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