Tre Saveriani beati il 18 agosto!
Da diversi giorni, in fondo, sul lato sinistro del Santuario “Conforti”, è stato allestito un palchetto con fotografie, per portare all’attenzione delle persone che entrano un avvenimento che ci riempie di gioia: tre nostri confratelli saranno proclamati “presto Beati”.
La bella notizia è questa. Durante l’udienza concessa al card. Marcello Semeraro, Prefetto del Dicastero delle Cause dei Santi, papa Francesco ha autorizzato la promulgazione del Decreto riguardante “il martirio dei Servi di Dio p. Luigi Carrara, p. Giovanni Didonè, fr. Vittorio Faccin, Saveriani, e Albert Joubert, sacerdote diocesano, uccisi in odio alla fede il 28 Novembre 1964 a Baraka e a Fizi, in Diocesi di Uvira, nella Repubblica Democratica del Congo”.
Il martirio, nella vocazione missionaria, non è un avvenimento né accidentale e neppure una rarità. San Guido M. Conforti nella sua Lettera Testamento ai Saveriani, ha scritto che la consacrazione a Dio a mezzo dei voti religiosi era già di per sé stessa una specie di martirio, “a cui se manca l’intensità dello spasimo, supplisce la continuità di tutta la vita”. Ma, nel caso di questi quattro, il sangue è stato versato davvero. E non sono gli unici. Nel calendario Saveriano, custodiamo la memoria dei Confratelli che consideriamo i nostri martiri della fede e della carità pastorale: i padri C. Rastelli, G. Botton, M. Veronesi, V. Cobbe, A. Pierobon, S. Deiana, A. Marchiol, O. Maule e poi ci sono questi tre, i padri Carrara, Didonè e fr. Faccin, il cui martirio è stato ufficialmente riconosciuto dalla Chiesa e proposto alla nostra venerazione, col titolo di Beati.
Per la missione saveriana della diocesi di Uvira, il 1964 è stato un anno tragico. Nella zona infuriava la guerra civile tra esercito civile e gruppi ribelli maoisti. Fr. Faccin scriveva: “La tensione è sempre alta. La Mamma Celeste che fino ad oggi ci ha assistiti in una forma miracolosa continuerà ad assisterci. Sono certo che usciremo vivi”. Non fu così. Il 28 novembre una camionetta di esagitati ribelli si presentò nel cortile della chiesa di Baraka. A colpi di pistola venne dapprima freddato fr. Faccin, anni 30, e subito dopo p. Carrara, di anni 31. Ancora assetato di sangue, il gruppo si portò di seguito alla chiesa di Fizi e qui furono uccisi p. Didonè, di anni 34, insieme al presbitero congolese, l’Abbé Joubert.
Sono state rese note nel frattempo le date in cui si svolgeranno i riti per la loro beatificazione. La Messa solenne di proclamazione avrà luogo domenica 18 agosto prossimo nella stessa Diocesi in cui furono uccisi, ad Uvira, in Congo. Il successivo 21 settembre celebreremo la solenne Messa di ringraziamento, qui a Parma e sarà presieduta dal Card. Semeraro, Prefetto del Dicastero per le Cause dei Santi. Papa Paolo VI, in riferimento a queste tre figure, aveva detto: “Sono i vostri martiri. Raccoglietene le memorie, veneratene le reliquie”.







