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Ci siamo incontrati nel salone comunale di Forlì la sera del 16 giugno per prepararci alla Giornata internazionale del rifugiato che si celebra il 20 giugno. Il papa, in Piazza San Pietro, durante l’udienza di mercoledì 22 giugno, ha chiamato vicino a sé alcuni rifugiati presenti, dicendo che “gli emigrati sono nostri fratelli”.

C’è disinformazione riguardo l’emigrazione e il costo dell’ospitalità per i rifugiati.

Si parla, per esempio, di “invasione barbarica”. Occorre, invece, far vincere l’integrazione per crescere nel dialogo, nella relazione e nella conoscenza reciproca.

Bisogna convivere con il fratello o lo schiavo costretti a emigrare.

Il forlivese vescovo di Modena

Il forlivese don Erio, da un anno vescovo di Modena, ha ricordato i flussi migratori nella storia mondiale e il silenzio stampa sui morti della tratta degli emigrati, per corruzione e sfruttamento. L’attuale emigrazione è una fuga per salvarsi da guerre o calamità. Diviene spesso vagabondaggio da un paese all’altro senza protezione e meta.

Il professor Naso Paolo ha parlato di corridoi umanitari in favore dei profughi, realizzati dai Valdesi e dalla Comunità di sant’Egidio. Il Trattato di Scenghen prevede il visto umanitario per evitare il traffico di persone e la speculazione sul percorso degli emigrati, nel rispetto del diritto internazionale.

Le vere cause dell’emigrazione

Le guerre, i commerci delle armi, la corruzione politica dei governanti, le speculazioni internazionali, causano l’emigrazione da nazioni senza strutture sanitarie e scolastiche. L’assessore Mosconi ha presentato Forlì come città Rifugio.

Qui la prefettura fornisce la sua risposta e offre ai profughi l’insegnamento della lingua e la preparazione in vista del lavoro.

Lo scultore forlivese Massimo Sansavini, che sta preparando una mostra, ha presentato la sua opera “Stella Maris”, realizzata con i legni di scafi e materiale di recupero confiscato nella ex base Americana Loran.

Dopo la visita di papa Francesco nell’isola e l’apertura della porta della speranza, si sta diffondendo lo spirito umanitario della reliquia di Lampedusa.



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