Tra passato, presente e futuro
Noi saveriani in Italia, tra giovani e anziani, siamo circa 174. E spesso c’è sempre qualcuno in arrivo dalle missioni per sistemare la “macchina”. Il problema maggiore sono le strutture, costruite tanti anni fa per accogliere coloro che desiderano diventare missionari. Tutti sappiamo che i tempi sono cambiati e che i ragazzi, da oltre 20 anni, non occupano più le nostre case. I superiori da tempo stanno pensando come affrontare il futuro, tenendo in considerazione che diventiamo sempre più anziani e le vocazioni calano. Il prossimo capitolo regionale, in maggio, avrà come compito arduo cercare di illuminare la situazione del momento per ristrutturare, riposizionarsi, ripartire…
Accoglienza e testimonianza
Noi intanto a Desio continueremo a lavorare nel modo migliore, cercando di inserirci soprattutto nei decanati più vicini alla nostra casa (zona V di Monza) e prestando il servizio di ministero ogni volta che ce lo chiedono. Particolare attenzione è data al dialogo interreligioso, in particolare con i musulmani provenienti dal Pakistan e con i buddhisti. Da alcuni anni si sta occupando di loro p. Luciano Mazzocchi, che ha trascorso quasi 20 anni in Giappone.
Continua anche l’accompagnamento dei gruppi missionari parrocchiali nei vari decanati di Desio, Carate, Lissone e Vimercate, l’accoglienza dei gruppi che arrivano per prepararsi alle prime comunioni o alle cresime e non mancano le richieste di testimonianze missionarie nei gruppi parrocchiali o nelle scuole.
Il missionario pianista
Ora è definitivo e ufficiale. P. Franco Manganello farà parte della comunità di Desio. A dire la verità, conosce bene la zona perché l’ha frequentata quando faceva il liceo classico nella magnifica villa “Tittoni”. Padre Franco ha messo subito in luce il suo talento speciale per la musica, studiando organo e pianoforte e poi come direttore della banda, che in quegli anni era molto seguita e apprezzata.
È stato ordinato presbitero nell’ottobre del 1965 a Parma dal card. Confalonieri, ma continua a studiare organo e chitarra classica in vari conservatori. Terminata la teologia, gli viene richiesto di svolgere alcuni servizi nelle comunità saveriane in Italia. Quindi, lo vediamo ancora a Desio nella villa Tittoni, dove intesse numerosi contatti con i tanti amici che frequentano la casa dei missionari.
Una lunga esperienza in Sierra Leone
Finalmente, nel 1974 parte per la Sierra Leone. L’esperienza vissuta in quella missione è veramente intensa, ricca anche di avventure e di fruttuoso apostolato. Quando si trova in compagnia, non tralascia mai di raccontare qualche episodio che ha vissuto in Africa.
Tra l’altro, durante il periodo della guerra è stato fatto anche prigioniero assieme al confratello p. Vittorino Mosele. Qualche volta dice: “Certe cose che ho vissuto e visto, è meglio non raccontarle”.
Anche per motivi di salute, un anno fa viene richiamato in Italia per rimettersi al meglio. Del resto, ha vissuto una lunga stagione in Sierra Leone di 41 anni, mancando solo qualche tempo per periodi di aggiornamento o vacanze. Noi siamo ben contenti di averlo ora con noi. Potrà arricchirci con tutte le sue esperienze, anche culturali, di una vita spesa con le tribù Limba.
Benvenuto p. Franco, anche a nome di tutti i nostri amici che, pian piano, imparerai a conoscere. E sono sicuro anche che lo farai molto in fretta conoscendo la tua ricca personalità.







