Tra partenze, arrivi e la festa di amici e benefattori
La comunità saveriana di Tavernerio in questi ultimi tempi è stata soggetto di un notevole movimento di personale. Nel mese di settembre ci ha lasciati p. Carlo Salvadori che, dopo quattro anni di intenso lavoro nel campo dell’animazione missionaria, ha ottenuto di poter ripartire per l’Africa e precisamente per la missione del Ciad che raggiungerà prima della fine dell’anno (vedi sotto). A lui il nostro vivo ringraziamento per la sua presenza, la sua attività e per la ventata d’aria giovanile che ci ha portato in questi anni.
Fratel Bruno Menici, che è stato l’economo della comunità in questi ultimi anni, ha chiesto ed ottenuto dalla Direzione generale di poter avere un anno sabbatico, un tempo cioè di riposo fisico e spirituale. Lo trascorrerà, dopo una pausa a casa sua, in un monastero benedettino sul Lago Maggiore a Dumenza (VA). A lui il nostro ringraziamento e il miglior augurio di ripresa.
Con la partenza di p. Carlo e fr. Bruno eravamo davvero impoveriti. Così, dopo qualche tempo e tante richieste, il Superiore regionale dell’Italia ha provveduto mandandoci due confratelli che già fin d’ora abbiamo ringraziato per l’apporto che danno e daranno alla vita di comunità e al ministero di queste contrade. Il primo è p. Cesare Reghellin, per 22 anni in Mozambico e attualmente in visita ai Seminari italiani per animare i seminaristi alla missione. Egli ha assunto il servizio dell’economato della casa. Il secondo arrivato è p. Marino Bettinsoli, missionario del Burundi, che ha lasciato la casa saveriana di Desio per dare una mano alla nostra comunità nel ministero pastorale e missionario in questi nostri ambienti. Ad entrambi il nostro benvenuto e ringraziamento per la loro preziosa presenza e collaborazione con l’augurio di trovarsi bene tra di noi.
Intanto, domenica 5 ottobre, la casa di Tavernerio si è aperta per accogliere il gruppo dei nostri amici e benefattori che, dopo la parentesi del Covid, abbiamo invitato per passare un giorno con noi, per esprimere loro la nostra amicizia e la nostra riconoscenza per il sostegno morale e materiale. È stata l’occasione per ritrovarci e insieme per ringraziare i confratelli che ci hanno lascato e dare il benvenuto a quelli che sono arrivati in comunità.







