Testimoni e familiari
Gentilissimi, mio fratello Bruno mi ha informata di aver ricevuto, da Brescia, diverse copie del vostro giornale (edizione di Roma), dove è stato pubblicato il ricordo da noi scritto di p. Antonio Chiofi, nostro amato fratello. Vi ringrazio anche a suo nome. Il nostro legame con la vostra bella famiglia religiosa si è ancora di più rafforzato al pensiero che, chi ci ha preceduto, lo rende più vero e quindi più solido. Un ricordo vicendevole al Signore, perché possiamo annunciarlo con il sapore e la luce della nostra vita, come ci esorta la Liturgia di oggi. Un caro saluto a tutti voi. suor Agnese Chiofi (sorella di p. Antonio e dirigente scolastico dell'Istituto Teresa Spinelli di Roma)
Siamo noi a dover ringraziare suor Agnese e Bruno per averci regalato il ricordo del fratello p. Antonio. È vero che sull’edizione cartacea si trova nella pagina di Roma, ma online potete recuperarlo sul nostro sito www.saveriani.itI familiari, lo diceva il Fondatore S. Guido Maria Conforti, sono i primi benefattori della congregazione. Ed è giusto richiamarlo ogni tanto per non dimenticarcelo. Infatti, care lettrici e cari lettori, dovete sapere che omaggiamo sempre di alcune copie del giornale i parenti di quei Saveriani che scrivono per uno o più numeri. È un modo per restare collegati, per non ‘perdersi di vista’, per promuovere quanto “Missionari Saveriani” raccoglie. E per la maggior parte delle occasioni, sono testimonianze ricche di esperienze, di vita che trasuda impegno e preghiera, di cuori aperti alle missioni, di difficoltà e problemi che fanno rabbia, di fatti e parole che proviamo a capire alla luce del Vangelo. Sono pagine che ritornano. Infatti, oltre alla diffusione tra i familiari, primi destinatari di questi omaggi, chiediamo sempre di metterle a disposizione in parrocchia, nelle associazioni e nei gruppi, tra gli amici di chi scrive, perché si crei una sorta di onda lunga, di passa parola. Possiamo dire che sia anche una sorta di ritorno nei paesi e nelle città d’origine, nelle diocesi e nelle parrocchie dove i missionari sono cresciuti e si sono formati. A maggior ragione, ciò accade quando un Saveriano è salito al cielo. Ecco che le parole di chi ci lascia o di chi lo ricorda diventano testamento, eredità da raccogliere.
L’invito che facciamo da qui è di continuare a scrivere dei propri missionari o di invitare loro a farlo, anche per far conoscere tutti gli aspetti della missione saveriana e di una congregazione che diventa sempre più internazionale. I Saveriani non sempre hanno la ‘penna facile’, bisogna un po’ scovarli e stanarli. E quando ciò accade, spesso si aprono davvero delle splendide pagine di letteratura missionaria. Continuate a seguirci e a diffonderci.








