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Sud/Nord Notizie: Darfur, Sierra Leone, minerali ''puliti'', poveri beffati

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Africa e dintorni

Darfur "ribelle". Il principale gruppo ribelle del Darfur ha respinto una proposta di tregua accettata invece da altre fazioni irregolari. L'ipotesi prevedeva un immediato "cessate il fuoco" e il diritto per il Darfur di scegliere un vice-presidente ed eleggere 96 deputati nel parlamento sudanese.

A otto anni dall'inizio del conflitto, il Darfur resta un'area di crisi dimenticata dagli organismi internazionali.

• Sierra Leone: 50 anni! Il 27 aprile la Sierra Leone ha celebrato 50 anni di indipendenza. "Celebrare questa data - ha spiegato p. Gerardo Caglioni - significa riconoscere l'unificazione di tante entità diverse, in una nazione capace di decidere il proprio destino e di avere valori comuni in cui credere.
Tante cose sono sì migliorate, ma i costi per il cibo sono troppo alti, il salario inadeguato, l'istruzione è a un livello basso e il destino del Paese incerto e insicuro".

• Sierra Leone: 50 anni /2. Sotto l'albero di cotone dove si vendevano gli schiavi, il 27 aprile è partita la "marcia della pace". Cristiani e musulmani hanno attraversato insieme Freetown, a 50 anni esatti dall'indipendenza. "Il corteo - racconta il saveriano p. Eugenio Montesi - ha raggiunto lo stadio: di fronte a migliaia di spettatori, i rappresentanti delle religioni hanno chiesto di superare le divisioni della guerra civile e di guardare avanti. Per la prima volta c'è stata la corrente elettrica giorno e notte". Il governo ha costruito strade, una nuova centrale idroelettrica e assicurato assistenza medica gratuita a donne incinte e ai bambini fino a cinque anni. Ma la disoccupazione giovanile preoccupa, in un paese dove metà della popolazione ha tra i 18 e i 35 anni.

Fatta la legge...

• La pattumiera del mondo. Sarebbero dovuti arrivare in Camerun e Marocco due container di rifiuti (pneumatici usati, paraurti, pistoni) intercettati nel porto fluviale di Strasburgo, in Francia. Il trattamento dei rifiuti industriali è oneroso. Per questo, molte aziende tentano di inviarli in Africa o Asia, dove vengono sotterrati, oppure lasciati all'aria aperta, minacciando salute e sicurezza. Le sanzioni previste contro il traffico di rifiuti sono ancora troppo blande per costituire un deterrente valido.

India, Pakistan e Africa sub sahariana, dove i controlli sono carenti, sono diventate negli ultimi anni le "pattumiere" del nord del mondo.

• Operazione "minerali puliti". Dal 1° aprile, importanti gruppi europei e statunitensi si sono impegnati a garantire la tracciabilità delle materie prime provenienti dalle zone in conflitto nell'est del Congo RD. Viene così applicata in anticipo una legge Usa che entrerà in vigore nel 2012. Quest'ultima
impone alle società americane, i cui prodotti contengono minerali quali coltan, tungsteno, oro e altri, di dichiarare la provenienza di tali materie prime, a garanzia che non vengano dalle zone dove circa cinque milioni di persone hanno perso la vita a causa di conflitti, finanziati dalla vendita illegale. Resta il dubbio che queste norme producano davvero gli effetti affermati sulla carta.

• Poveri... beffati. "Un piano d'azione privo di impegni concreti che mette le popolazioni dei Paesi meno avanzati (PMA) in una situazione peggiore rispetto a quella preesistente". È il giudizio che dà la Focsiv del testo uscito dalla IV Conferenza Onu sui PMA, tenutasi a Istanbul. Erano numerosi i rappresentanti delle nazioni e questo faceva ben sperare. L'esito, invece, è stato più che negativo: "Gli interessi commerciali e finanziari hanno preso il definitivo sopravvento sulle esigenze di uno sviluppo a dimensione umana. I governi hanno fallito nel compimento del mandato che si erano dati e che prevedeva un sostegno aggiuntivo in favore dei PMA e l'adozione di un partenariato rinnovato.

Non si vedono impegni concreti e obiettivi quantificabili".



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