Grazie papa Leone XIV!
È stata une bella sorpresa sentire che tra tante situazioni difficili, domenica 18 gennaio, il Papa ha rivolto il suo pensiero e le sue parole proprio agli sfollati dell’est del Congo RD, specialmente ai circa duecentomila ammassati in Burundi in campi profughi, sotto teli di fortuna, alle prese con la stagione delle piogge, la penuria di cibo e di cure, con morti quotidiani. Già a novembre aveva assicurato di portare la RDC nel suo cuore e nella sua preghiera. Essere nominati, in questo mondo, significa esistere, meritare attenzione, dignità. Penso che così le parole del Papa siano risuonate nelle orecchie e nel cuore dei congolesi che le hanno ascoltate: il nostro dolore, la nostra speranza contano! La mia speranza è che l’appello del Papa sia un incoraggiamento ai mezzi di informazione a tornare a volgere la loro attenzione a questa lunga tragedia dell’est del Congo RD. Trent’anni di guerre ad alta e bassa intensità dovrebbero ormai permettere un’analisi lucida dei fatti e alimentare il coraggio di prese di posizione coerenti. Ciò che ancora manca, sia a livello locale, regionale, continentale e internazionale.








