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Dall'inno nazionale

Padre Franco, nato a s. Martino di Lupari (TV), il 27.10.1938. Allievo missionario negli ultimi tre anni di vita del servo di Dio p. Pietro Uccelli. Musico compositore, 27 anni spesi per Cristo in Sierra Leone. In mano ai ribelli assieme a p. Vittorino Mosele dal settembre al dicembre 2000.

Ma quell’'amiamo passa tra fuoco, scariche di mitra, imboscate, amore che oggi unisce da fratelli e domani  i confronta da nemici: amore e odio.

Sierra Leone: mappa geografica disegnata col richiamo del diamante: la sua ricchezza, e quanta! Garanzia di poter migliorare tutti i sierraleonesi. Quanti papà con i loro figli a scavare diamanti. Quanti ragazzi che da soli o con amici scappano di casa e corrono là. Quanti sogni di vita! E quanti morti! Spariti! Amici che si ritrovano nemici. Il dono di Dio rovesciato in corsa di morte.

Gente dal carattere socievole, religioso, col senso dello "humor". I ribelli hanno sfruttato tutto . Sanno radunare i giovani e le giovani attorno ai loro "leaders", sanno imprimere in loro il carattere di "sentirsi qualcuno" nel loro gruppo. Ma il legame è confusione. "Noi siamo i proprietari di questa terra e dei suoi beni. Costruiremo case, chiese, scuole, ospedali. Ma dobbiamo liberare terra e popolo" .

Liberare da che cosa? Comprano armi e distruggono case, chiese, scuole e ospedali, fumano droga: e questo significa "liberare"? E vanno a pregare in moschea, in chiesa. Chiedo: "C'è il colonnello?". "Aspetta, padre, è all'adunata mattutina, è in preghiera". Spio dall'angolo ed eccoli là in piedi: lei, la commando, una giovane donna sui 25 anni con la Bibbia in mano. Legge e grida i versetti commentandoli. "Si muore solo quando Dio vuole, e Dio è con noi".

Arrivano le bordate dei cannoni guineiani; i ragazzi soldato, mentre tutti i civili scappano, caricavano il mitra, puntandolo. Volti in filigrana, come lastre fotografiche che si sovrappongono: ora innocenza, ora durezza, ora occhi da bimbo, ora occhi di nessuna pietà, ora un saluto caloroso, ora un fiume di parole come lame affilate che raccontano le imprese di come hanno trapassato con la baionetta o fatto scoppiare la testa di un nemico.

Ma nessuno avrà scampo dal Vangelo, l'arma ove si stempera ogni durezza e ogni sordità di cuore, dove "amico" è chiamato anche il bacio traditore. È l'arma del missionario. Non si arrende per il temporale. Un passaggio di nuvole nere può essere un passaggio di grazia: un acquazzone che finirà col risvegliare le sementi nascoste di nuova vita. I missionari, da buoni cristiani, credono in questo. Perciò non si arrendono e vogliono tornare là.

p. Franco Manganello

 

 



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