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Sud/Nord Notizie: Mato Grosso, Brasile, Congo

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Mato Grosso: assassinato un leader dei Guarani

Marcos Veron, un importante leader delle comunità indios in Brasile, è stato brutalmente assassinato mentre cercava di difendere i diritti del suo popolo a rientrare in possesso della terre ancestrali.

Marcos, che aveva 74 anni, era il capo e la guida della comunità Takuàra, appartenente agli indios Guarani nel Mato Grosso settentrionale. È stato un personaggio chiave nel movimento indigeno degli ultimi decenni e il primo, nel popolo Guarani-Kaiowa, a riprendere possesso delle terre in modo pacifico.

La comunità Takuàra è composta da circa 80 famiglie, 400 persone in tutto. Tre anni fa avevano ripreso possesso di una parte della loro terra, occupata da allevatori di bestiame nel 1953. Il diritto di proprietà stava per essere riconosciuto per legge, quando, nell'ottobre scorso, erano stati nuovamente espulsi con la forza e costretti ad accamparsi lungo un'autostrada. Senza acqua potabile e con scarsità di cibo, la comunità aveva grosse difficoltà di sopravvivenza.

Il 12 gennaio erano stati visitati dall'amministratore della fattoria occupante "Brasilia do Sul", accompagnato dalla polizia. Li avevano assicurati che erano venuti per proteggerli. Ma il giorno dopo, guardie armate dell'azienda e poliziotti hanno aggredito gli indios, uccidendo il loro leader e stuprando alcune donne della comunità.

Marcos Veron è il terzo leader indigeno assassinato in 15 giorni. Il Consiglio indigenista missionario (CIMI) del Brasile, era in riunione con il ministro della Giustizia del nuovo governo del presidente Lula, al momento in cui è giunta la notizia dell'assassinio. Il Consiglio ha insistito affinché vengano finalmente prese le misure indispensabili ed urgenti per assicurare il rispetto dei diritti dei popoli indigeni.

L'invasione delle terre ha provocato una forte depressione e sfiducia negli indios. Si sono verificati anche numerosi suicidi, individuali e di gruppo.

Padre Valter Taini, saveriano esperto delle popolazioni indios del Brasile, afferma: "Da vari anni si è notato che alcuni membri di comunità indigene, quando percepiscono che viene negata loro la speranza di avere la propria terra e viene loro negata la possibilità di esistere e vivere come indios, preferiscono suicidarsi piuttosto che vivere in condizioni disumane. Questa tragedia è stata notata specialmente tra i Guarani".

Per le comunità Guarani, la terra è sacra. Per spiegarne l'importanza, Marcos Varon prendeva una piccola zolla di terra in mano e la mangiava, dicendo:

"Questa è la mia vita, la mia anima. Se tu ti prendi la mia terra, ti prendi la mia vita".


Brasile: Inflazione al galoppo. In Brasile è iniziata un'era nuova. Tutti si augurano che il presidente Lula e il suo governo riescano a ridare speranza e fiducia ai milioni di poveri del paese. Le prime mosse del nuovo governo sono incoraggianti e sembrano andare sulla via giusta. Ma intanto…

In queste prime settimane si è verificato un fenomeno inflazionistico di proporzioni drammatiche. I prezzi sono cresciuti rapidamente, anche fino al 30 per cento, specialmente il prezzo dei generi alimentari. In altre parole, il potere di acquisto del Real, la moneta brasiliana, è sceso del 30 per cento.

Questo fenomeno si ripercuote pesantemente su tutta la fascia della popolazione meno abbiente, su coloro che sopravvivono con il cosiddetto salario minimo, sui sott'occupati, sulle famiglie che vivono nelle favelas, sui senza terra.

"Il governo precedente ha lasciato per le strade del Brasile montagne di bucce di banana" - ha commentato p. Alfiero Ceresoli. "Basta poco per scivolare e trovarsi per terra. Speriamo di non restarci!"


Congo: Occasione unica da non perdere

Sergio Vieira de Mello, commissario all'Onu per i Diritti umani, ha richiamato i responsabili delle parti in conflitto nella Repubblica democratica del Congo a non perdere "un'occasione unica" di pace e a rispettare l'accordo raggiunto a Pretoria (Sudafrica) il 17 dicembre scorso. Il commissario ha chiaramente affermato che il Congo deve decidersi per una pace vera che possa dare il via alla transizione, alla riconciliazione, alla fine dell'impunità e alla costruzione di istituzioni democratiche. L'alternativa è continuare una guerra destabilizzante, con violazioni continue e ripetute dei diritti dell'uomo, contro le popolazioni, le istituzioni e le risorse naturali della nazione africana.

A questo punto veramente tutti si aspettano che le parti in conflitto, compresi i paesi vicini e gli interessi esterni, mettano in pratica l'accordo concluso a Pretoria.

Il saveriano p. Silvio Turazzi, nella sua carrozzella, è voluto tornare a visitare la città di Goma. Prima di partire aveva rilasciato alla Misna questo commento: "La gente del Congo ha tanta voglia di pace. Per una vera riconciliazione nazionale non bastano gli strumenti di un accordo per spartirsi le poltrone. E' necessaria una purificazione reciproca che includa anche il perdono. In queste terre, non c'è futuro senza perdono".



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