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Sud/Nord Notizie: Malawi, Kuwait, India, Marocco, fame, Camerun

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La speranza è donna

Malawi: sfida coraggiosa. Alle ultime elezioni, vinte dal presidente uscente Bingu Mutharika, c'è stata un'importante novità. Tra i candidati, infatti, c'era un team di donne coraggiose che hanno chiesto ai partiti la possibilità di attribuire il 50% delle candidature al "sesso debole". La proposta non è stata accettata, ma le donne stanno diventando sempre più importanti in un Paese, provato da una dura crisi economica e sanitaria.

• Kuwait: momento storico. La stampa locale e quella araba in generale ha definito un momento storico l'elezione nel parlamento di quattro donne, dopo le recenti votazioni. Sono le prime a riuscirci a 47 anni dalla creazione del parlamento e quattro anni dopo l'estensione del diritto di voto alle donne. Per molti è stata una vittoria della democrazia, nonostante il boicottaggio di alcuni partiti che avevano espressamente chiesto di non votare le candidate. "Spira un vento di cambiamento - ha detto una di loro - che si diffonderà anche negli altri paesi del Golfo".

• India: una "fuori casta" presidente. Meira Kumar, candidata scelta dal partito del Congresso, è stata eletta presidente della Camera bassa del parlamento, diventando così la prima donna ad assumere tale incarico nella storia del paese. Kumar, 64 anni, passata dalla carriera diplomatica alla politica 20 anni fa, appartiene ai dalit (fuori casta), il gruppo sociale più discriminato in India. La nuova presidente è considerata da tempo una delle figure politiche di spicco.

• Marocco: quote rosa in aumento. Sono state 3.406 le donne elette nelle elezioni amministrative tenutesi in Marocco. Si tratta del 12,25%, un numero ben superiore alle 127 del 2003. La significativa presenza femminile è stata resa possibile grazie a una legge che per la prima volta ha garantito una quota "rosa" pari al 12% dei posti disponibili nei consigli comunali da rinnovare. Secondo alcune statistiche, il 51% degli eletti può vantare un grado di istruzione secondaria o superiore, percentuale che sale al 71% tra le donne.

Vittime innocenti

• Fame nel mondo: un miliardo di vittime. La crisi alimentare e la fame non rallentano, anzi segnano un nuovo drammatico record. Un sesto degli abitanti del pianeta, cioè più di un miliardo di persone, è vittima della fame. Lo ha denunciato in questi giorni la Fao. E per la prima volta si registra una significativa presenza di persone sottoalimentate anche nei Paesi ricchi. Rispetto allo scorso anno l'aumento di quanti soffrono per fame in tutto il mondo è stato dell'11%.

La crisi alimentare s'intreccia con altre grandi questioni globali: la produzione agricola, il cambiamento del clima, la crisi economica e finanziaria, le regole del commercio internazionale, la cooperazione fra nord e sud del mondo, la lotta al traffico d'armi e alla corruzione. Fra le cause che nel corso dell'ultimo anno hanno contribuito a far crescere il problema, secondo l'Onu ci sono anche la diminuzione dei redditi e l'aumento della disoccupazione.

• Camerun: malnutrizione sotto accusa. Secondo l'Unicef, almeno 45 mila bambini ogni anno muoiono di malnutrizione. Si può definire questo fenomeno "un'emergenza silenziosa", in quanto il Camerun è una nazione piuttosto stabile dell'Africa sub-Sahariana. Sono invece migliaia i bambini nel nord e nell'est che soffrono. Le cause sono varie: mancanza di assistenza sanitaria di base, insicurezza alimentare, accesso minimo ai servizi per la sopravvivenza e scarse pratiche di nutrizione dell'infanzia. L'isolamento di queste zone contribuisce a peggiorare la situazione. Ad esasperare le difficili condizioni di vita ci sono gli afflussi dei rifugiati dalla Repubblica africana centrale e dal Ciad.

• Dedicata a "Ester". La sala della giunta della regione Puglia si chiamerà da oggi "Ester Ada", in ricordo della ragazza nigeriana morta in aprile al largo della costa lampedusana, durante le operazioni di soccorso della nave Pinar. "Ester - ha detto il presidente della regione - avremmo voluto adottarla quando era viva, l'adottiamo oggi perché ci sentiamo corresponsabili della sua morte, perchè tutti dovremmo sentirci custodi della vita". Sulla targa apposta nella sala della giunta c'è scritto: "Ester Ada migrante cittadina del mondo". Don Ciotti, presidente di "Libera", ha ricordato che Ester in ebraico significa "nascosta", in questo caso "costretta a nascondersi, come tanti uomini e donne che fuggono dai luoghi dove c'è fame e oppressione; dobbiamo essere capaci di trasformare le paure in speranze".



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