Missioni Notizie: Messico, Guatemala, Sri Lanka-Sudafrica-Brasile, G8
Il sangue dei martiri
Messico: basta violenza! I vescovi del Messico hanno condannato il terribile assassinio di un sacerdote e di due seminaristi, avvenuto il 13 giugno ad Arcelia, e la violenza che sta colpendo il Paese. Le vittime dell'omicidio sono il sacerdote Habacuc Hernández Benítez, 39 anni, coordinatore della pastorale vocazionale nella diocesi di Ciudad Altamirano, e i giovani Eduardo Oregón Benítez, 19 anni, e Silvestre González Cambrón, 21 anni. I tre sono stati assassinati mentre si dirigevano a una riunione di pastorale vocazionale. Sacerdoti e gente comune sempre più spesso sono presi di mira nello scontro violento per il regolamento dei conti tra cartelli che controllano il traffico di droga, in una guerra senza fine.
• Guatemala: assalto mortale. Un sacerdote cattolico statunitense è morto e un altro di origine congolese è stato gravemente ferito a seguito di un assalto avvenuto nel nord del Guatemala. Due uomini armati e con il viso coperto hanno fermato l'automobile nella quale viaggiavano cinque sacerdoti, tutti missionari oblati di Maria Immacolata. Dopo aver sottratto loro ciò che possedevano, hanno sparato contro i religiosi ammazzando p. Lorenzo Rosebaugh, 74 anni, alla guida del veicolo. Gli altri tre sacerdoti sono usciti illesi dall'attentato. Padre Rosebaugh era parroco da più di dieci anni nella comunità di Ixcán, regione nota per l'alta concentrazione di criminalità. Secondo le cifre ufficiali, la violenza che investe il Guatemala provoca ogni giorno la morte di almeno 17 persone.
• Sri Lanka, Sudafrica e Brasile: altre croci. È morto il 18 maggio, giorno della fine della guerra tra esercito e Tigri Tamil, p. Mariampillai T. Sarathjeevan, 41enne sacerdote delle diocesi di Jaffna in Sri Lanka. Era uno dei sette preti rimasti con la popolazione intrappolata dalla guerra. È morto per strada, stremato dai mesi di privazioni e stenti patiti sotto i bombardamenti.
Padre Ernst Plöchl, religioso austriaco di 78 anni della congregazione dei missionari di Mariannhill, è stato ucciso nella provincia sudafricana del Capo. In Sudafrica da oltre 40 anni, gestiva una scuola di 400 alunni. È il terzo sacerdote cattolico ucciso in Sudafrica quest'anno.
E in Brasile p. Gisley Azevedo Gomes, missionario Stimmatino e consigliere per il settore della Pastorale giovanile della Conferenza nazionale dei vescovi del Brasile, è stato trovato morto con ferite da arma da fuoco. Il religioso di 31 anni sembra sia stato vittima di un sequestro-lampo o di un tentativo di rapimento a scopo di estorsione.
Sicurezza condivisa
• I capi religiosi al G8. "La propensione a consumare sempre più porta all'esaurimento delle risorse del pianeta e aumenta le ineguaglianze". Lo ha detto il cardinale Tauran, presidente del pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso, al quarto incontro dei rappresentanti delle religioni di tutto il mondo, in vista del prossimo G8. Gli uomini di fede hanno offerto ai responsabili politici "una riflessione originale sulle sfide del mondo di oggi". Da qui, un appello a sposare un nuovo stile di vita che rispetti la natura e le sue risorse, pensando alle generazioni future: imparare a essere più solidali, mettendo l'economia al servizio della persona.
Un altro punto che per i religiosi dovrebbe essere al centro del prossimo G8 è il concetto di sicurezza condivisa: "Siamo convinti che è ormai essenziale un nuovo modello morale per affrontare le sfide più attuali. Il benessere di ognuno di noi è direttamente collegato al benessere di tutti gli altri e dell'ambiente nel quale viviamo, in definitiva al fatto fondamentale che viviamo tutti nello stesso mondo".
Una storia speciale
• L'esperienza del perdono. Il Nepal sta attraversando di nuovo una fase delicata della sua storia recente. C'è stato un cambio alla guida del governo che ha provocato proteste e manifestazioni, ma soprattutto sono aumentati gli atti di violenza nei confronti dei cristiani da parte di un gruppo integralista paramilitare hindu. Il più grave è stato lo scoppio di una bomba all'interno della cattedrale di Kathmandu il 23 maggio, che ha provocato la morte di due persone e il ferimento di altre dodici. Balan Joseph Palamoottil, laico cattolico di origine indiana, ha perdonato la donna che ha compiuto il terribile gesto, Sita Thapa Shrestha.
Per Balan, dopo quel tragico attentato, la vita è cambiata: la bomba gli ha portato via moglie e figlia. "Quando ho visto Sita, mi è tornata in mente la storia di san Paolo che perseguitava i cristiani e ho pensato che Sita potesse fare la sua stessa esperienza di conversione". Balan ha annunciato di voler restare in Nepal - paese dove è emigrato 20 anni fa - operando per la pace e la riconciliazione. Dedicherà la vita agli altri due figli, portando nella sua famiglia e a chi incontrerà la sua testimonianza di vita cristiana.








