Sud/Nord Notizie: La Pace tra Memoria e Impegno
Condividere la solidarietà
Solidarietà "digitale". Un nuovo tipo di solidarietà è stato adottato dai 176 Paesi che hanno partecipato al primo vertice mondiale dell’Onu sulla cosiddetta “società informatica”. Lo chiamano "digital divide", la condivisione digitale. Ha lo scopo di sensibilizzare tutte le nazioni affinché lo sviluppo dell’informazione e della comunicazione sia capace di porre in primo piano le effettive necessità dei popoli. La tecnologia, quindi, venga intesa come strumento per ridurre fame e povertà, per garantire un’educazione di base a tutti.
Non è facile passare dalle intenzioni ai fatti, anche perché metà della popolazione mondiale è ancora senza elettricità e senza telefono. Soprattutto, è ancora senza cibo e medicine. Mancano abitazioni e scuole…
Radio, voce amica. Ma la tecnica ormai “antica” della radio non è ancora superata; conserva ancora la sua utilità, anche nei Paesi più poveri di tecnologie avanzate, e raggiunge anche i posti più isolati.
In Mongolia, ad esempio, le lezioni del progetto d’insegnamento a distanza “Imparare per la vita”, vengono impartite via radio. Migliaia di allievi seguono i programmi radiofonici settimanali che forniscono nozioni base per immettersi nel mondo del lavoro. L’educazione via radio arriva anche nelle zone rurali dove vive il 90% dei partecipanti ai corsi. Attualmente, gli istruttori che operano nella zona si spostano a dorso di cammello o di cavallo, percorrendo talvolta 80 chilometri per arrivare presso le famiglie della steppa.
Radio, voce nemica. La radio, purtroppo, può veicolare anche l’odio e la vendetta. In Ruanda, ad esempio, i media avevano fomentato l’odio interetnico, innescando il tragico massacro tra hutu e tutsi. Recentemente, i responsabili degli organi di stampa e della radio televisione libera delle “Mille Colline” sono stati giudicati colpevoli di genocidio e per questo condannati a pene severe.
Libertà su internet. L’agenzia missionaria “Asia News” ha inaugurato un sito web bilingue, trasmettendo notizie in cinese e inglese. L’agenzia si propone di soddisfare al desiderio, proveniente dal grande Paese asiatico, di sapere e conoscere di più il cristianesimo e insieme di fornire uno strumento di educazione e formazione ai cinesi in cerca di una informazione libera e pluralistica. Il sito è molto interessante: www.asianewsnet.net
La memoria della giustizia
Altamira: assolta la santona. È stata assolta Valentina Andrade, la “santona” accusata di aver istigato i crimini commessi tra il 1989 ed il 1993 contro i ragazzi di Altamira. Insufficienza di prove è la motivazione della sentenza, contro la quale il pubblico ministero ha presentato un ricorso. "Il dolore e il desiderio di giustizia dei parenti delle vittime sono stati ancora una volta disattesi", ha detto il saveriano padre Savio Corinaldesi. Nel frattempo, è stata sollecitata l’apertura di un’inchiesta in merito a presunte minacce e tentativi di corruzione nei confronti della giuria di Belém. (dic. '03)
Ucraina: il genocidio sovietico. Nel 1933 milioni di persone furono uccise in Ucraina dalla carestia volutamente provocata dal regime comunista. Il regime sovietico aveva decretato di requisire tutta la produzione agricola e le derrate alimentari per piegare il Paese agricolo alla politica della proprietà statale e della coltivazione forzata. La nazione, considerata il “granaio d’Europa”, si ritrovò a non essere più in grado di sfamare i suoi cittadini.
Il Papa ha ricordato le vittime di quella tragedia, invitando i giovani a non dimenticare gli eventi passati affinché simili sofferenze non si ripetano più. “La consapevolezza delle aberrazioni passate si traduce in un costante stimolo a costruire un avvenire più a misura d’uomo, contrastando ogni ideologia che profani la vita, la dignità e le giuste aspirazioni della persona”, ha affermato il Papa.
Genocidio armeno. Il parlamento svizzero, nonostante la contrarietà del governo, ha riconosciuto come “genocidio” lo sterminio nel 1915 di centinaia di migliaia di civili armeni da parte delle autorità turche dell’allora impero ottomano. Si calcola che almeno un milione e trecentomila armeni siano state vittime di una vera e propria pulizia etnica. La Turchia continua a negare ogni responsabilità per i massacri compiuti.








