Sud/Nord Notizie: In attesa... Bangladesh, Congo, S. Leone...
Politica in primo piano
Bangladesh: violenze diffuse. In attesa delle elezioni generali di gennaio, la violenza è esplosa per le strade della capitale Dhaka e altrove fra i rappresentanti dei due principali partiti, la Awami League e il Bangladesh National Party. Al momento della formazione di un governo provvisorio, le due formazioni politiche non sono riuscite a trovare un accordo sulla nomina del presidente. La conseguenza è stata una violenza generalizzata che ha sfiorato la guerra civile, con un bilancio di decine di morti e centinaia di feriti. Sono stati gli incidenti più gravi a sfondo politico avvenuti nel Paese negli ultimi 15 anni. Il presidente del Bangladesh Ahmed I, autonominatosi capo dell’autorità ad interim, sosterrà il peso di questa transizione. La situazione politico-sociale in Bangladesh è difficile. Esiste un largo divario fra pochi ricchi e molti poveri che causa una forte emigrazione. Corruzione, sfruttamento di lavoro minorile e analfabetismo costituiscono problemi sociali gravi.
Anche il superiore generale dei saveriani, p. Rino Benzoni, in visita ai confratelli del Bangladesh, è stato testimone dei “disordini” accaduti nelle maggiori città.
- Congo: un voto tranquillo. Si sono svolte nella calma le operazioni di voto per il ballottaggio tra Kabila e Bemba, i due candidati alla presidenza della Repubblica democratica del Congo. Il maltempo e violenti nubifragi abbattutisi su gran parte della zona occidentale del Congo, hanno costretto alcuni seggi a chiudere in anticipo e altri a ritardare le operazioni di voto. La partecipazione popolare è stata alta anche in questo secondo turno, ma inferiore rispetto a luglio.
Anche in questa occasione, c’erano 35 osservatori internazionali della società civile italiana, impegnati nella regione del Kivu; tra loro Eugenio Melandri, ex direttore di “Missione Oggi”.
- Sierra Leone:costituzione aggiornata. Il governo ha costituito una commissione di 28 membri per rivedere e “aggiornare” la Costituzione che era stata adottata nel 1991, prima dell’inizio della guerra civile durata fino al 2001. Gli eventuali emendamenti costituzionali saranno sottoposti a un referendum che si terrà il 28 luglio del 2007, in concomitanza con le elezioni presidenziali e parlamentari. La revisione prenderà in considerazione le omissioni e le lacune che impediscono alla Costituzione di operare bene. Nei 28 membri della commissione sono rappresentati tutti i partiti di maggioranza, gruppi religiosi, autorità giudiziaria, mezzi d’informazione, associazioni studentesche, società civile e mondo economico.
Ambiente e armi
- Rifiuti tossici in Costa d’Avorio: perché. Saranno trattati in Estonia i rifiuti tossici rimasti a bordo della nave Probo Koala. Una parte di questi era stata scaricata in Costa d’Avorio, provocando dieci morti, migliaia di intossicati e una grave emergenza ambientale nella capitale Abidjan. Dalla fine di settembre la nave, battente bandiera panamense, ma noleggiata da una società con sede anche nei Paesi Bassi, è stata bloccata nel porto di Paldiski, a cinquanta chilometri da Tallin, su iniziativa di Greenpeace e su richiesta delle autorità ivoriane. Ad Abidjan sono state raccolte e isolate oltre 4.500 tonnellate di rifiuti solidi che la Francia si è presa l’incarico di smaltire. Alla società responsabile, è stato chiesto un indennizzo di 10 milioni di euro.
- Onu: il trattato sulle armi. Con 139 voti favorevoli, uno contrario (Usa) e 26 astenuti (tra cui Cina e Russia), l’Onu si è espresso a favore dell’avvio dei lavori per un Trattato sul commercio di armi. L’obiettivo è impedire i trasferimenti di armi a Paesi che alimentano conflitti e gravi violazioni dei diritti umani e rendere più rigidi gli embarghi.
Hanno votato a favore numerose nazioni dell’Unione europea, Italia inclusa. È stato significativo anche l’appoggio di esportatori “emergenti” di armi, come Brasile e Sudafrica, e di varie nazioni africane e asiatiche martoriate dalle guerre. L’Italia, però, rimane il quarto produttore e il secondo esportatore mondiale di armi leggere e non esercita un controllo efficace nei trasferimenti illegali di armi. Anche il Vaticano e i premi Nobel per la pace avevano sostenuto la risoluzione.








