Il segretario fedele, Così ricordiamo p. Luigi Martini
Padre Luigi Martini era nato a Carbonara di Rovolon, sui Colli Euganei in provincia di Padova, il 30 gennaio 1923, nono di tredici fratelli.
La famiglia si trasferì a Vicenza, nel rione di Anconetta, parrocchia di Aracoeli, dove Luigi ricevette la prima Comunione e frequentò le scuole elementari. Poi divennero parrocchiani della chiesa Madonna della Pace. Luigi frequentò i primi due anni di ginnasio nella scuola dei padri Giuseppini di Murialdo e nell'ottobre 1938 entrò in seminario a Vicenza. Ma nel 1946 lasciò il seminario e fu accolto nel noviziato dell'istituto dei saveriani.
In Brasile, sale in... cattedra
Ordinato sacerdote a Piacenza il 25 marzo 1950, subito iniziò a insegnare nella casa di Cremona, mentre frequentava la facoltà di Lettere a Milano. In seguito s'impegnò nell'animazione missionaria a Vicenza e a Parma.
Finalmente, nel 1954, padre Luigi poté partire per il Brasile, interrompendo gli studi universitari. Quando i saveriani aprirono una scuola apostolica per aspiranti missionari, a Jaguapità, p. Luigi venne chiamato a insegnare varie materie: latino, italiano, portoghese e matematica. La domenica e durante le feste usciva per l'attività pastorale. Una volta, a Santo Ignaçio, ebbe la gioia di celebrare 27 battesimi!
Nel 1963 divenne vicario nell'importante centro di Cafeara, abitato da molti discendenti di italiani, specialmente friulani e veneti.
Il servizio a Roma e Parma
Degli undici anni passati in Brasile, padre Luigi raccontava alcuni episodi che gli erano rimasti più impressi. Nel 1958, fece visita all'isola Antonina su una piccola imbarcazione. Sorpassata una casa, sentì una donna che gridava forte: "Il padre! Il padre!". Padre Luigi dovette tornare indietro e fermarsi. Ascoltò le confessioni, celebrò la Messa in quella capanna di paglia, diede la Comunione agli adulti e battezzò alcuni bambini. Erano vent'anni che nessun prete metteva piede in quell'isola!
Padre Luigi tornò in Italia nel 1965, e si fermò a Roma, alla segreteria generale dell'istituto saveriano, sempre davanti alla macchina da scrivere o al computer. Il servizio di fedele segretario lo svolse poi anche a Parma. Padre Luigi era sempre pronto a fare un piacere.
Si dilettava anche di poesia e scriveva versi per tutte le occasioni: compleanni e feste speciali. Si compiaceva poi di leggerle in pubblico per il festeggiato. A Roma si era innamorato di Trilussa e Belli, di cui amava declamare le amene e... piccanti strofe, sia pur con la cadenza veneta.
Dal 2004 era a Parma per cure, in seguito a una caduta. Da allora era cominciato il suo Calvario, fino a martedì 14 febbraio, quando il Signore lo ha chiamato al premio del servo buono e fedele.








