Sud/Nord Notizie: Giappone, Libia, minerali, Amnesty
Sotto shock!
Giappone: terremoto e tsunami. Scrive p. Pier Giorgio Manni, superiore dei saveriani in Giappone: "Ci sono vaste aree che non sono ancora state raggiunte dai soccorsi. Le comunicazioni telefoniche sono impossibili, le strade interrotte. Il mare restituisce centinaia di corpi senza nome e senza provenienza. Fare bilanci risulta impossibile. È stato lo tsunami a fare gravi danni; l'acqua ha inghiottito e trascinato via ogni cosa a una velocità impressionante. Ma per i giapponesi non è ancora il tempo di piangere i propri morti. La popolazione ha il fiato sospeso per i reattori nucleari. Il Paese è sotto shock e le immagini di compostezza e dignità degli abitanti non permettono di dimenticare che questa catastrofe lascerà una pesante eredità".
Tra le vittime anche un missionario: il canadese p. Lachapelle, della Società per le missioni estere, in Giappone dal 1961, è stato trascinato via dalle onde dello tsunami, mentre si recava in macchina nella sua parrocchia di Shiogama.
• Giappone: una curiosità. Sendai, una delle città più colpite dallo tsunami, è stata nell'antichità un grande feudo e tra le poche città a ospitare e proteggere i missionari in Giappone, agli albori della fede cristiana locale. Il noto e potente feudatario Date Masamune, che fondò la città, all'inizio del XVII secolo inviò una delegazione di alcuni giovani samurai cristiani in Spagna e a Roma per chiedere il riconoscimento del cattolicesimo giapponese e la sua protezione.
Detti e contraddetti...
• Libia: diplomazia armata. Mentre un'altra "guerra umanitaria" è iniziata, alcuni interrogativi riguardano le riserve economiche e le capacità militari di Gheddafi. "Rete italiana per il disarmo" e "Tavola della pace" sostengono che l'Italia nel 2009 ha esportato in Libia 11mila armi semi automatiche (produzione Beretta) al di fuori dei canali canonici. Sarebbero tutte armi d'alta precisione e talune di tipo militare, ma autorizzate come armi di difesa. "Anche se l'autorizzazione rientrava nella normativa nazionale prevista per le armi di non specifico uso militare - dichiarano gli esponenti delle associazioni - il governo italiano ha deciso di non segnalarla nei suoi rapporti ufficiali all'Unione europea".
• Estrazioni pericolose. La sospensione delle attività estrattive in alcune regioni del Congo sta creando problemi ai produttori rispettosi delle regole, ma non ha fermato lo sfruttamento illegale delle risorse naturali del Paese. "Rete Pace per il Congo" chiede: "Perché banditi e contrabbandieri identificati dall'Onu non sono oggetto dell'ordinanza? Perché i gestori congolesi sono colpiti dal decreto, mentre le multinazionali possono continuare indisturbati la loro attività nel settore minerario?".
E in Nigeria l'intossicazione da piombo legata all'estrazione illegale dell'oro ha causato in un anno la morte di quasi mille bambini. Nelle miniere a cielo aperto la gente scava a mani nude per compensi poverissimi. Il minerale grezzo e il terriccio che restano intorno ai villaggi contengono alte concentrazioni di piombo che finisce per contaminare acqua e aria.
• Buonuscite d'oro. Suscita sorpresa che nella bufera delle liquidazioni dorate sia finita l'ex segretario generale di Amnesty International, Irene Khan. La sua è stata un buonuscita super: circa 600mila euro per otto anni di lavoro. Secondo alcuni osservatori, queste cifre gettano ombre sulla gestione patrimoniale dell'associazione; anche perché quello del segretario non è un caso isolato. Perfino la sua vice, Kate Gilmore, ha incassato una cifra considerevole.
• Uova di cioccolato... salate. Quest'anno le uova di cioccolato costeranno di più. Il prezzo del cacao infatti è aumentato notevolmente, a causa anche dei problemi politici della Costa d'Avorio che è il principale produttore. In Africa occidentale, oltre 250mila bambini si ammazzano di lavoro nelle piantagioni di cacao e sono sottoposti a condizioni di sfruttamento disumane. Oltre il 60% dei bambini lavoratori ha meno di 14 anni e il 40% sono ragazze. Mescolano e spruzzano pesticidi senza alcun tipo di protezione, utilizzano dei machete per raccogliere i baccelli di cacao, togliere parte del fogliame agli alberi più alti e tagliare gli arbusti per far posto a nuove piantagioni. Ma quand'è che anche loro potranno godersi un bell'uovo di cioccolato?







