Spot: favorevoli o contrari? Chiesa nucleare e acqua santa
Il principio è chiaro: la scienza e la tecnica devono essere a servizio dell'umanità e del progresso. Bisogna poi vedere, caso per caso, le applicazioni e le conseguenze concrete dall'inizio alla fine del processo, inclusi gli effetti collaterali e indesiderati.
Sul nucleare a uso civile i vertici della chiesa vaticana - e anche italiana - sembrano essersi schierati decisamente in favore, fino a farne propaganda. Su L'Osservatore Romano e su Avvenire è apparso di frequente a piena pagina lo spot lanciato dal Forum nucleare italiano (http://www.forumnucleare.it/) a metà dicembre 2010. Eppure in Vaticano la sala Nervi è completamente "solare", grazie al dono di un'impresa germanica!
Precedentemente, all'inizio del 2010, in molti settimanali diocesani era stato diffuso l'opuscolo "Energia per il futuro": quasi un "catechismo" della chiesa sul nucleare, sponsorizzato dall'Enel. Il blitz aveva suscitato sorpresa e reazioni comprensibili, anche da parte delle riviste missionarie.
E il referendum di 24 anni fa? Non è una novità che la chiesa non si basi sul voto popolare e non vada dietro alle "mode" sociali. Rivendica invece il ruolo di "istruire e formare le coscienze", anche sul nucleare pacifico. Ma qualche sospetto mi viene: come mai tanto entusiasmo e ottimismo? È proprio tutto bello, tutto facile, tutto risolto? Non siamo di fronte a una pubblicità ingannevole?
"Oggi, quella del nucleare è un'energia pulita e conveniente, in termini economici e ambientali", recita il presidente del Forum, Chicco Testa, che vorrebbe fornire a tutti "informazioni chiare, complete e certe sotto il profilo scientifico". Lo spot è una partita a scacchi in cui due postazioni si affrontano: favorevoli e contrari, bianchi e neri. In realtà il giocatore è unico, con il dilemma del sì e del no. E dal 24 febbraio 2011, sullo spot appare anche una dichiarazione: "Noi siamo favorevoli. E tu?". Immagino che chiunque adotti lo spot (a pagamento) adotti anche la dichiarazione finale (gratuita)...
L'onda delle emozioni gioca brutti scherzi, viene detto e ripetuto. Chernobyl e Fukushima non sono "emozioni". Possiamo chiudere gli occhi di fronte al rischio certo, ma l'inquinamento durerà per secoli e i morti sono per sempre. Le scorie intanto vanno a finire nei paesi poveri dell'Asia e dell'Africa, in campi a cielo aperto o sepolti nei campi o sommersi nell'oceano.
L'onda dello tsunami del 2006, ad esempio, ha fatto riemergere sulle spiagge della Somalia una massa di rifiuti industriali, chimici e nucleari, incluso uranio radioattivo, provenienti dall'Europa. L'Africa è ormai la nostra miniera e la nostra discarica. Questo e tanti altri aspetti - che non sono dettagli - devono essere presi in considerazione dai vertici della chiesa, quando vogliono "formare le coscienze": i popoli poveri hanno gli stessi doveri e diritti dei popoli benestanti. O no?
E la questione dell'acqua? Tutti sappiamo che è un bene essenziale alla vita dell'umanità. I gruppi missionari hanno aderito al movimento "Acqua bene per tutti". Hanno fatto bene a prendere posizione contro la commercializzazione e lo sfruttamento economico delle risorse idriche. Gli interessi privati difficilmente vanno d'accordo con le giuste esigenze dei popoli per l'acqua pulita e a portata di mano per tutti.
Apprezziamo ancora il cantico - ingenuo e sincero - del Poverello d'Assisi per "nostra sora acqua e nostro frate sole": doni del Creatore universale.
Non vorremmo dover pagare anche... l'acqua santa!








