Sono pronto a un altro viaggio
Grazie! Thanks! Dhonnobad! La mia presenza a Udine è stata una delle più brevi esperienze di vita in una comunità, dopo un lungo cammino missionario: più di 37 anni in Bangladesh. Infatti, sono rimasto solo dieci mesi.
Tutto è iniziato un anno fa
Confesso che non mi è stato facile vivere la vita di comunità, dopo numerose e lunghe esperienze di missione.
A settembre 2016, conclusa la programmazione con i saveriani di Udine, ho iniziato la mia prima esperienza in terra friulana nella vecchia canonica di Rizzolo con due confratelli: p. Enzo Tonini e p. Andrea Gamba, impegnati soprattutto nell’animazione missionaria e vocazionale. Io ero il più “giovane”.
Il mio compito principale era essere d’aiuto al nuovo parroco, don Agostino Sogaro. I motivi e lo scopo della nostra presenza, desiderata e accolta dalla comunità ecclesiale di Reana, era stata solennemente descritta nel bollettino parrocchiale di novembre 2016. Non sono più un giovanotto P. Pettenuzzo, rettore della comunità saveriana di Udine, spesso ci ricordava che noi tre, confratelli dell'estensione residenti a Rizzolo, avremmo dovuto sentirci membri effettivi della comunità di Udine.
Fino a novembre 2016 ero riuscito a essere fedele alle promesse fatte e agli impegni assunti. L'intenso freddo dell'inverno, però, mi ha fatto capire di non essere più il giovanotto di qualche tempo fa. Sentivo forte l'esigenza di vivere in una struttura più consona alle mie ottanta primavere suonate. Dal mese di novembre, abitando nella comunità di Udine, continuavo a frequentare la parrocchia. Celebravo messe, visitavo le persone anziane, ammalate, accompagnato sempre dalla dolce e indimenticabile signora Pierina, ministra dell’Eucaristia.
Amicizie che tornano e porterò con me
Durante la mia breve permanenza nella zona del Rojale, ho conosciuto un discreto numero di persone. Tanti, infatti, hanno scelto di venire a Udine per essere aiutati nel loro cammino di fede e per trovare prospettive e cammini nuovi. Infatti, oltre a conservare queste amicizie, ebbi la gioia di conoscere più da vicino la famiglia Rossi di Feletto.
Stefania e le figlie stavano vivendo un momento di particolare sofferenza per la morte tragica del marito Cristian, assassinato insieme ad altre otto persone italiane in un ristorante a Dhaka (in Bangladesh), durante un attacco terroristico. Ricordavo, infatti, di aver incontrato, in un pomeriggio di qualche anno fa, Cristian e la moglie Stefania insieme ad altri amici italiani, imprenditori come loro, sempre disponibili ad aiutare il popolo del Bangladesh.
Grazie a don Agostino, parroco di Reana, sabato 1° luglio 2017, ho potuto concelebrare la S. Messa prefestiva nella parrocchiale di Feletto. Ho avuto così l'occasione di ricordare Cristian e le altre otto vittime innocenti di Dhaka. Ora mi attendono nella comunità saveriana di Salerno. Vi aspetto per conoscere la mia nuova comunità. Vado sereno. Mia mamma mi ha sempre insegnato ad obbedire. Grazie di cuore.








