Sono in crisi! Cosa dovrebbero fare i missionari?
La Fao ha tenuto a Roma un'altra Conferenza ad alto livello "sulla sicurezza del cibo nel mondo". Una passerella mondiale di capi di stato e di altri organismi, che hanno confermato la decisione già presa nei summit precedenti: "ridurre di metà il numero dei sotto-alimentati per il 2015".
L'intenzione è ottima, se non ci fosse l'inconveniente che non basta dirlo perché la cosa si realizzi. E già che c'erano, perché fermarsi alla metà, e non ridurlo dei trequarti o addirittura del 100 per cento?
La Conferenza riafferma che "non è accettabile che oggi al mondo oltre 862 milioni di persone siano ancora sotto-nutrite". Intanto...
Il numero degli affamati sta aumentando, più che diminuire. Infatti, si è infiammato non solo il prezzo del petrolio, ma di tutti i generi di prima necessità. Perciò nei prossimi anni solo in Africa bisognerà contare altri 100 milioni di persone in più a rischio fame.
Siamo di fronte a una situazione mondiale preoccupante che mette a repentaglio tutte le sicurezze, anche nei paesi del benessere. Ma quello che a me più preoccupa è la situazione dei paesi poveri. Anche senza andare lontano, ogni volta che esco in città è sempre più frequente l'incontro con mendicanti che chiedono una monetina, magari con gli stratagemmi più diversi...
Sono tutti professionisti dell'accattonaggio?
E quella gente attaccata alle gabbie per i tonni, perché la carretta con cui stavano affrontando il mare, dopo aver pagato fior di quattrini ai mercanti di carne umana, si è inabissata e molti dei loro compagni sono finiti in fondo al mare?
E qui inizia la mia crisi: crisi profonda, legata a questo mio stare tranquillo, in una casa ben protetta, con tre pasti giornalieri assicurati nonostante l'aumento dei prezzi, perché non so proprio cosa fare, al di là di dare ogni tanto a qualcuno una monetina (tra l'altro non mia).
E sono in crisi non perché le ricette dei grandi (vedi Fao) non hanno funzionato, ma perché non so nemmeno cosa dovremmo fare noi missionari. Non sento possibile e nemmeno giusto l'aumento di un nostro intervento umanitario che sbilanci ulteriormente la missione sul versante del soldo.
Mi verrebbe da gridare contro i governi che, cavalcando la paura della gente, decidono di far diventare la clandestinità un crimine; oppure gridare alla vergogna contro il parlamento europeo, che ha inasprito le norme nel tentativo di frenare l'ondata di arrivi dei clandestini. Anche la posizione della chiesa mi pare timida e lasciata ad alcune affermazioni di principio. D'altra parte, non si può nemmeno favorire la clandestinità, con tutto quello che ne consegue.
Mi viene allora la tentazione di fare mio il recente album di Celentano - "Dormi, amore, la situazione non è buona" - e di smettere di pensare e di lottare... Ma forse c'è qualche altra risposta, legata proprio al nostro voto di povertà, cioè alla nostra scelta non tanto di risolvere tutti i problemi del mondo, ma di stare dalla parte degli ultimi.








