Sono di nuovo in Congo, Tornato con gioia
Originario di Prato di Correggio (RE), padre Manicardi è diventato saveriano nel 1968, quando era già sacerdote. L’anno seguente era già in Africa. Dopo alcuni anni a Salerno come animatore missionario, è tornato in missione.
Siamo in cammino e, finché si può, c’è da andare verso la... risurrezione. Ecco perché sono tornato in Africa, nella missione del Congo. Ci ero già stato prima, per venticinque anni; ora, a 66 anni di età, ci sono tornato. Se avessi aspettato ancora un po’ a rimettermi in viaggio verso l’Africa, avrei rischiato di esserne impedito dagli acciacchi della terza o quarta età!
Sempre pronti a partire
Tutti voi, cari amici, sapete che i saveriani, per vocazione e per promessa fatta a Dio e alla chiesa, hanno scelto la missione all’estero, tra i popoli del mondo che ancora non conoscono e non seguono Cristo Signore. Per questo, siamo sempre disposti a partire, lasciando tutto e senza limiti di tempo. Basta che i superiori ci lascino andare perché, quando occorre, ci possono anche chiedere di restare in Italia a lavorare per l’animazione missionaria, come hanno fatto con me e con altri missionari che attualmente vivono nelle comunità saveriane in Italia.
Da settembre, sono a Bukavu, nello Stato chiamato “repubblica democratica del Congo”. Dal 1996 al 2005 ci sono state due guerre che hanno causato molte vittime, violenze e sofferenze. Ora c’è tregua. Ci sono state le elezioni “democratiche” e il ballottaggio per eleggere il presidente. Resta qualche dubbio sull’esito delle votazioni e sul futuro della nazione. Non si esclude una ripresa del conflitto, da parte di coloro che non si rassegnano ad aver perso. Ma la gente vuole vivere in pace.
Il bello della fede...
In ogni caso, sono partito con gioia e disponibilità, proprio come il santo patrono delle missioni san Francesco Saverio, a cui noi ci ispiriamo, e che ci ha insegnato ad andare ad annunciare il vangelo, dovunque e con coraggio. Per me, essere di nuovo in missione, è una grazia che lui mi ha fatto, proprio nell’anno saveriano, in cui ricordiamo i 500 anni della sua nascita.
Forse, ricordate ancora l’aiuto offerto per la prima Messa di un novello prete, padre Willy Nkumbo, originario di Kakutya, un villaggio nella foresta congolese. Lo conoscevo fin da quando era ragazzo. Ebbene, padre Willy ora è missionario in Messico. Sta testimoniando la sua fede, che è la nostra, e lavora tra i giovani messicani per invitarli a rispondere alla vocazione missionaria, come ha fatto lui. Questa è la bellezza della nostra fede e della nostra vocazione: seguire Gesù e annunciare il vangelo in mezzo ai popoli del mondo.
Grazie a voi tutti, per tutto. Dio vi benedica. Accompagnatemi in missione con la preghiera.







