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Giubileo - Pensieri e sentimenti del “Giorno Dopo”

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Quando il Giubileo è finito

Il calcio inzuppa di gioia e noia tutti i nostri giorni; sembra proprio che non ci sia più scampo per nessuno. Ma non è finita: il dopo partita tiene banco per il resto della settimana. Si fa il punto della situazione coinvolgendo esperti, tecnici e tifosi; la partita viene anatomizzata, sottoponendo al rallentatore i punti salienti e gli episodi contestati; si sprecano giudizi, apprezzamenti e previsioni.

Pure interessante è il dopo-elezioni, ricco di se, ma, forse; giornalisti, commentatori qualificati, politici di ogni colore si accalorano; gli sconfitti sfogano rabbia e malumore mentre i vincitori euforici esaltano i loro veri o sviluppati pregi incantando con piani avveniristici.

Ho partecipato giorni fa ad una sagra paesana; un mare di gente lungo chilometri di bancarelle che solo la fantasia scatenata poteva attrezzare così riccamente. C'era anche il parco giochi per la gioia della gioventù. Di tanto in tanto il vociare della folla era interrotto dal campanone che dalla torre sembrava presiedere a tutta quella festa; anche in chiesa c'era qualcosa di straordinario. Interessante il dopo fiera dei giorni successivi, nei bar e ristoranti: esaltazioni, lodi, recriminazioni e critiche piovevano sugli organizzatori. La prossima fiera era già in gestazione!

Il "dopo" Giubileo

Anche il Giubileo, che il tempo ci ha sfilato via, non sfugge alla regola: lo miriamo mentre inesorabilmente si allontana. L'avremmo voluto immobile nel tempo per sorseggiarlo, quasi centellinandolo, a piacere; ma ci è sfuggito imprendibile. Solo la memoria e i video tentano di riproporlo particolareggiato nel suo lento ed inesorabile andare. Chi non ricorda i momenti salienti di quell'incontro mondiale di persone e popoli, frammentato nell'arco dell'anno?

Vescovi, sacerdoti, religiosi, professori, artisti, missionari, giovani, contadini, anziani, politici. Oceani di teste riunite in un unico sentire, incentrato sul Cristo vero centro del mondo e sorgente unica della nuova umanità. Anno straordinario di luce, di grazia e di scambio umano, .ma in contemporanea pure anno di bibliche catastrofi: inondazioni, siccità, incendi, tornado di violenza inaudita e tante guerre feroci.

In Sierra Leone, Congo, Burundi e Palestina le situazioni più sconvolgenti. Il Giubileo in se stesso potrebbe spiazzarci nelle nostre considerazioni; milioni di pellegrini incamminati verso Roma sono un risultato forte, ma sono una minoranza; moltissimi hanno acquistato il giubileo nelle loro diocesi, ma che sono di fronte alla moltitudine dei miscredenti e dei non cristiani?

Tutti noi abbiamo seguito incollati al televisore le vicende dell'Intifada: una guerra di feroce odio senza sbocchi; impressionavano quelle maschere che sprizzavano odio da ogni poro, trasformandole in una macchina di violenza. È solo un angolo del nostro vivere sociale. Feroce e violento è pure lo strozzinaggio politico-economico a cui sono condannati a morire i poveri della terra; come è umiliante la manovra subdola di coartare la libertà umana manovrando il cervello con i mass-media.

Il vero Giubileo comincia ora. Nell'anno trascorso si è cercato di scaldare e far funzionare i motori; abbiamo scoperto Cristo, punto di convergenza e motore della storia umana, soluzione di tutti i nostri problemi; i veri cristiani, piccola minoranza, dovrebbero, come lievito, trasformare la massa; è il compito che Dio ha dato a loro. Il bagaglio del Giubileo è anche una provocazione: la scienza e le varie autorità sono preoccupate fortemente per la salute dei nostri corpi e dell'intero pianeta.

Ci si sta attrezzando scientificamente e tecnicamente per debellare certi mostri come il cancro, l' Aids, l'infarto; per l'inquinamento si programmano ricerche pazzesche: si mobilitano tutte le risorse pur di riuscire nell'impresa gigantesca. Ma ci domandiamo: queste malattie sono la causa o l'effetto del disagio sociale che da secoli tormenta l'uomo? La violenza, che ha contraddistinto il nostro vivere nei passati millenni, era frutto solo di malattie conosciute e di povertà o ci furono e ci sono tuttora malattie che l'uomo porta nel suo più profondo e che finora non hanno avuto un'adeguata attenzione?

È una provocazione che merita un'attenta riflessione. I ragazzi dell'Intifada corporalmente sono sani, ma la bile che hanno in corpo proviene da altre fonti; solo scoprendole onestamente si può correre ai ripari e costruire il Nuovo Mondo.



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