Dopo quindici anni, eccomi tornato a S. Pietro in Vincoli. Nel frattempo, come fedele “zingaro di Dio”, sono stato in Congo e in varie parti d’Italia. Sono arrivato il 6 settembre scorso dalla terra bergamasca, dove sono rimasto cinque anni.
Ora sono nella nostra Romagna, per dare una speranza a questo mio corpo malato, che risente dei ritmi forzati ai quali l’ho costretto nella mia vita missionaria. Ma non sono pentito della vita che ho fatto, per essere fedele alla mia vocazione.
Non mi chiuderò nel dolce far niente, anche se dovrò certamente cambiare marcia e servire Dio e i fratelli con le forze che mi restano. Mi sento ancora “proprietà di Dio”, come quando viaggiavo per le savane e in mezzo alle foreste, quando rischiavo la vita per lui e per i fratelli.
Sono felice di essere tornato in mezzo a voi. Ho ritrovato l’accoglienza romagnola - pratica e sincera - e spero di essere sempre capace di donarla e di riceverla.
Un caro saluto a tutti, con la speranza di incontrarci presto.